Copyright: ok Pe a proposta riforma - Ultima Ora

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La direttiva è stata quindi approvata a larga maggioranza, con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni. "Stiamo entrando ufficialmente - dice Luigi Di Maio - in uno scenario da Grande Fratello di Orwell. Oltre all'introduzione della cosiddetta e folle "link tax", la cosa più grave è l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti". Contro le parole di Di Maio, istituzionalmente scorrette, si è scatenato il presidente del Parlamento europeo, Tajani: "Chiedo al Presidente del Consiglio Conte di prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni infamanti del vicepremier Di Maio contro il Parlamento europeo".

"Domani a Strasburgo sarà la guerra tra i soldi e la cultura". "Si tratta di una vittoria per la cultura e la tutela della proprietà intellettuale - spiega il presidente Sergio Cerruti - e ci tengo a ringraziare tutti i colleghi che hanno lavorato a questa importante conquista". Loro hanno i miliardi, noi però abbiamo ragione e sono contento che gli Europarlamentari l'abbiano capito. Il diritto d'autore non è una barriera al progresso ma un sostegno alla creatività. Prevede che le piattaforme online esercitino una sorta di controllo, molto stretto, su tutto ciò che viene caricato dai loro utenti, in modo da escludere la pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d'autore e sul quale gli utenti non detengono diritti. "Con la scusa di questa riforma, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva".

L'approvazione finale arriva dopo che la Plenaria di Bruxelles aveva respinto il pacchetto di misure lo scorso 5 Giugno, con gli eurodeputati che avevano proposto varie proposte di modifiche.

Secondo il testo adottato dall'Europarlamento, i giganti del web dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti, mentre le piccole e micro piattaforme saranno escluse dal campo di applicazione della direttiva.

La direttiva garantisce che i proprietari di piattaforme non solo saranno costretti ad adempire alle richieste delle future leggi nazionali, ma che saranno particolarmente attentinel farla rispettare, perché verrebbero considerati, nel nuovo inquadramento, come responsabili di ogni infrazione del diritto d'autore dei propri utenti.

Nella proposta di Strasburgo il copyright si estende anche agli snippet, ossia alla visualizzazione di una piccola parte del testo, che diventano oggetto di remunerazione, non solo per le case editrici, ma anche per gli autori. In pratica, questa responsabilità richiede alle parti coinvolte (come Youtube o Facebook) di pagare i titolari dei diritti per il materiale protetto da copyright che rendono disponibile sulle proprie piattaforme. I deputati hanno introdotto nuove disposizioni che hanno lo scopo di non ostacolare ingiustamente la libertà di espressione che caratterizza Internet. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto.