TORINO. Caporalato, per Barbero (Cia Torino) la legge non funziona

TORINO. Caporalato, per Barbero (Cia Torino) la legge non funziona

Era stato lo stesso ministro ad annunciarlo ieri sera dopo lo spaventoso incidente fra un tir ed un furgone avvenuto nella città pugliese, nel quale hanno perso la vita dodici braccianti agricoli extracomunitari. "La considerazione che l'Ispettorato Nazionale del Lavoro debba ancora completamente decollare e che comunque nel campo dell'agricoltura abbia ridotte possibilità di intervento in materia di sicurezza, dimostra che ancora bisogna insistere sulla competenza e sul coordinamento degli ispettori del lavoro e degli ispettori delle aziende sanitarie locali che rimangono l'organo di vigilanza per definizione nell'ambito della sicurezza del lavoro". "Alcuni erano molto giovani, sembrava una scena da girone infernale dantesco". Qui, per la raccolta del pomodoro così come per quella degli ortaggi, vige la legge del caporalato. Il caporalato - ha aggiunto - "esisteva anche prima ed è il risultato dello sfruttamento e della condotta di datori di lavoro senza scrupoli". E forse il fenomeno non riguarda solo il lavoro agricolo. Perché nella politica a colpi di tweet, dare addosso al "nero" produce tanti "cuoricini", aumenta la propria brand reputation sul web, gli hashtag volano, si da l'impressione di essere politicamente efficaci.

Sono vittime del caporalato che perdura, nella Capitanata come in gran parte del paese che odia i migranti ma poi li fa lavorare per 12 ore al giorno a due euro l'ora.

Milano, 8 mag. (AdnKronos) - Smascherare chi sfrutta il lavoro attraverso l'uso di 'pentiti' a cui garantire una occupazione regolare.

I lavoratori sono in genere persone che si trovano in difficoltà economica o stranieri senza il permesso di soggiorno. "È importante la sua vicinanza in un territorio come questo; tuttavia non si può raccontare che il caporalato si sconfigge chiudendo i flussi migratori". Quattro i feriti, anche loro migranti, che sono attualmente ricoverati in gravi condizioni in ospedale.

La diffusione del caporalato ha visto un aumento costante negli ultimi anni, parallelamente alla crescita del lavoro irregolare nell'agricoltura.

Marco Pedol è il capo progetto della ricerca: "Siamo partiti dall'esigenza del consumatore finale di conoscere se il prodotto acquistato è "onesto" oppure arriva da pratiche di sfruttamento dei lavoratori".

Le ispezioni condotte tra gennaio e settembre 2015 dal ministero del Lavoro sulle imprese agricole hanno rilevato irregolarità in circa metà delle imprese controllate. Tuttavia, la legge 199 modifica alcuni aspetti della disciplina come la fattispecie del reato, vale a dire la descrizione del comportamento punibile, e l'entità della pena.

Il caporale sarà punito con la reclusione da uno a sei anni e con una multa da 500 a mille euro per ogni lavoratore reclutato. La legge prevede anche la possibilità di attenuanti in caso di collaborazione con le autorità. "La legge che abbiamo fatto non va cambiata, va applicata".