Ryanair in sciopero: tutti i dettagli dello stop del 10 agosto

Ryanair in sciopero: tutti i dettagli dello stop del 10 agosto

Quattrocento aerei che sarebbero dovuti decollare tra le 3.01 della notte appena trascorsa e le 2.59 di domani non partiranno a causa dello sciopero dei piloti dell'arpa celtica basati in Belgio, Irlanda, Svezia e Germania. E' atteso per domani 10 agosto lo sciopero dei piloti Ryanar di Svezia, Belgio, Irlanda e Germania che porterà alla cancellazione di circa 400 voli e a pesanti conseguenze su tutto il network della compagnia. I più colpiti sono i passeggeri in partenza dagli aeroporti tedeschi, dove sono stati cancellati 250 voli, mentre in totale rimarranno a terra circa 55 mila passeggeri a cui la compagnia aerea low cost offre l'opzione di riprogrammare la propria tratta o di avere un rimborso. Potrebbero unirsi anche i dipendenti di Olanda e Regno Unito. Finora il più grande sciopero dei piloti di Ryanair è stato quello del 25 e del 26 luglio scorsi, quando più di 600 voli erano stati cancellati.

La Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti (ITF), un organismo sindacale che rappresenta gli equipaggi nella stragrande maggioranza delle basi di Ryanair, ha elencato le richieste che vanno dai miglioramenti delle condizioni economiche, alla sicurezza sul lavoro e alle condizioni lavorative. "La responsabilità è del management di Ryanair - ha detto il presidente del sindacato tedesco Cockpit, Martin Locher - non vediamo da parte di Ryanair la volontà di impegnarsi in una vera contrattazione salariale". Lo ha affermato Kenny Jacobs, della dirigenza di Ryanair, in una conferenza stampa a Francoforte.

Ryanair ha anche annunciato che i passeggeri potranno spostare il volo cancellato gratuitamente.

Gli scioperi minacciano di causare enormi disagi a coloro che volano con Ryanair, che conta circa 130 milioni di passeggeri all'anno. Solo dallo scorso dicembre Ryanair riconosce i sindacati dei piloti come interlocutori per le trattative di lavoro: nei precedenti 32 anni della sua storia aveva rifiutato di farlo e ha cominciato solo perché i sindacati di molti paesi europei avevano indetto uno sciopero a pochi giorni dall'inizio delle vacanze di Natale, nel dicembre 2017.