Respinto ricorso, Avellino escluso da B

Respinto ricorso, Avellino escluso da B

1 del Regolamento previsto ex art. 54, comma 3, CGS CONI, dalla società U.S. Avellino 1912 s.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), in persona del suo Commissario Straordinario e legale rappresentante pro - tempore, dott. L'Avellino "sotto il profilo sostanziale apparirebbe in possesso dei requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria", ma "il C.U. n. 49 nel quale è indicata una scansione procedimentale enormemente ristretta, ma nondimeno vincolante, non è stato impugnato nei termini previsti", e dunque "il Collegio non può valutare la legittimità di tali criteri formalistici e respinge il ricorso". L'apertura di cui parla Chiacchio è quella relativa a un possibile ricorso al Tar da fare in tempi strettissimi per chiedere il blocco dei campionati e, anche se il legale non lo dice, un risarcimento. Tutto rinviato dopo le mancate iscrizioni di Cesena e Bari e del caso Avellino che ha fatto ricorso al Coni.

All'arringa di Schiavone ha fatto seguito l'ingresso dell'avvocato Chiacchio, che ha evidenziato gli errori commessi nella comunicazione da parte della Covisoc nei confronti dell'US Avellino, in riferimento a quando la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche ha comunicato l'inefficienza della fideiussione Onix presentata dall'US Avellino, con un ritardo di 22 minuti rispetto al termine massimo delle 21.00. L'ultimo grado di giustizia sportiva, quindi, ha respinto la società irpina che potrebbe però proseguire la sua battaglia in ambito di giustizia ordinaria, a livello amministrativo, con un ricorso al Tar del Lazio.

Durante l'udienza, intorno alle ore 10.37, sono arrivati anche Angelo D'Angelo e Luigi Castaldo, che hanno raggiunto in aula la dirigenza irpina per assistere al processo, in un silenzio religioso. "A mio avviso c'è un margine per recuperare".