Pil in frenata, nel secondo trimestre +0,2%, su anno +1,1%

Pil in frenata, nel secondo trimestre +0,2%, su anno +1,1%

Tuttavia, il livello del Pil risulta inferiore dello 0,7% rispetto al precedente picco del secondo trimestre del 2011 e del 5,4% rispetto al picco massimo del 2008. Il calo, spiega l'Ista, è concentrato tra gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila), ovvero la fetta della popolazione italiana tradizionalmente più attiva e forte dal punto di vista economico.

L'Istat conferma le previsioni di Confindustria, del governo stesso e di molti centri di ricerca certificando che tra aprile e giugno il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato solo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1,1% su base annua. "La graduale decelerazione emersa nel periodo recente si riflette in un ulteriore ridimensionamento del tasso di crescita tendenziale che scende all'1,1%". L'Istituto ha poi ricordato come il secondo trimestre del 2018 abbia avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2017. Era dal terzo trimestre del 2016 che la crescita non segnava un aumento così limitato.

La crescita acquisita per il 2018, quella che si otterrebbe se la dinamica congiunturale del Pil fosse pari a zero nei restanti trimestri dell'anno, è pari allo 0,9%.

La durata dell'attuale fase di espansione dell'economia italiana - ricorda l'istituto di statistica - prosegue ormai da sedici trimestri, con una crescita complessiva nell'arco del periodo pari al 4,5%. "Il tasso di inflazione su base annua si è portato infatti in giugno all'1,5% sospinto oltre che dal recupero dei consumi anche e soprattutto dalla dinamica dei prodotti energetici ed in particolare dei carburanti auto".