Olimpiadi invernali, tris di città? Milano e Cortina ci provano

Olimpiadi invernali, tris di città? Milano e Cortina ci provano

"Aspettiamo di sapere se c'è anche quella di Torino", ha chiosato Malagò. Il Governo è stato messo al corrente dell'ipotesi della candidatura a tre: Milano, Torino e Cortina saranno co-firmatarie. Nel frattempo il governatore del Veneto Luca Zaia si era speso per la candidatura di Cortina (e delle Dolomiti), che ospitò le Olimpiadi nel lontano 1956. Al termine della giunta del Coni, il presidente Malago' ha replicato così all'accusa di mancanza di chiarezza espressa in merito dal sindaco di Milano, Sala. E' stata ottenuta dal Cio la possibilità di avere un riscontro di pari dignità da parte delle tre città.

La Giunta del Coni ha dato il via libera alla candidatura congiunta di Cortina, Milano e Torino alle Olimpiadi invernali del 2026.

E il governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, in serata ha fatto sapere che "verificherà la compatibilità delle linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri". "E' una novità assoluta". Per Chiamparino, infatti, "con un investimento decisamente più ridotto si può tranquillamente adeguare ai migliori standard di prestazioni sportive e di sostenibilità energetica quello già presente a Cesana, costruito in occasione delle Olimpiadi invernali 2006". Potrebbe essere lo stop, forse definitivo, al progetto delle "Olimpiadi d'Italia" voluto con tenacia da Giovanni Malagò, che per giorni ha incalzato le città candidate a rappresentare l'Italia ai Giochi invernali 2026 - Milano, Torino e Cortina - affinché facessero fronte comune. Si tratta di una prima ipotesi di ubicazione dei siti, sulla base delle indicazioni di Fisi e Fisg, che potrà essere modificata in fase di redazione del dossier di candidatura.

Dunque Milano è pronta alla rinuncia se non prevarrà il buon senso. Poi, il passaggio chiave:"Per questo motivo, le analisi, le valutazioni, il coordinamento, i dovuti approfondimenti e le conseguenti decisioni ritengo spettino non più alle singole amministrazioni locali, ma a tutti gli enti preposti e al Governo nazionale nei confronti del quale, con il dovuto rispetto istituzionale, ci mettiamo a disposizione". "La Città di Torino - scrive Appendino - prende atto della proposta comunicata dalla Commissione del Coni relativa alla presentazione di una candidatura congiunta di Cortina, Milano e Torino, senza alcuna città capofila". "Poi c'è il tema della governance sul quale Sala ha espresso perplessità che io non posso che condividere".

"Risulta, di fatto, impossibile valutare in poche ore - sottolinea nella lettera a Malagò - la fattibilità, la sostenibilità, le innumerevoli criticità, non solo logistiche ma anche, ad esempio, relative ai costi per garantire la sicurezza su un territorio così vasto e ottenere la condivisione e il sostegno da parte di tutto il territorio piemontese a una candidatura multipla di cui, allo stato attuale, non si conosce alcun dettaglia e che, con ogni evidenza, cambia completamente la natura della deliberazione stessa del Coni del 10 luglio scorso che faceva esplicito riferimento alla candidatura 'di una città italiana'".

Torino - Il Coni propone ufficialmente la candidatura delle Alpi: Cortina, Milano, Torino con le appendici della Valtellina e delle montagne olimpiche.