La crisi della lira turca e l'impatto sulle imprese italiane

La crisi della lira turca e l'impatto sulle imprese italiane

Il presidente turco Tayyip Erdogan lo scorso 15 luglio a Istanbul. "Ho appena autorizzato un raddoppio dei dazi su acciaio e alluminio nei confronti della Turchia, mentre la sua valuta, la lira turca, scivola rapidamente in basso contro il nostro fortissimo dollaro!", ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, segnalando che le imposizioni saranno ora al 20% sull'allumino e al 50% sull'acciaio. "Avranno pure i loro dollari, noi abbiamo il nostro popolo e Dio", ha detto Erdogan da Rize, sua città natale.Poi ha invitato tutti a vendere la valuta straniera di cui dispongono in modo da rafforzare la lira turca che sta crollando."Se avete dollari, Euro, o oro sotto il materasso, andate in banca e cambiateli con la Lira turca".

Ciò senza elencare le perdite accumulate dalle borse europee, particolarmente esposte per la prossimità economica e territoriale alla Turchia e per le interrelazioni societarie (imprese e banche) ed anche da Wall Street, che ha risentito del rischio "contagio" delle politiche protezionistiche di Trump.

L'aumento dei dazi di Trump ha peggiorato una crisi diplomatica in corso tra Turchia e Stati Uniti, sull'arresto da parte delle autorità turche di un predicatore evangelico americano accusato di terrorismo e di complicità con gli autori del tentato colpo di stato del 2016.

Situazione economico-finanziaria molto preoccupante in Turchia. Ma se anche una diplomazia piu' accorta potesse sanare questi rapporti, vi sarebbero una serie di ragioni di tipo economico. Poi il premier ha commentato il crollo della lira dicendo che "non perderemo la guerra economica". Un caso da manuale per una politica monetaria accorta che "a ragione" avvii una fase di rialzo dei tassi d'interesse che produca un effetto "raffreddamento" sui prezzi e rallenti una crescita non "sostenibile".

Il volore della lira turca è arrivato a livelli minimi nel cambio con il dollaro sulla scia delle crescenti tensioni tra Ankara e Washington ma anche delle preoccupazioni per una eccessiva esposizione dei creditori della zona Ue. "Le nostre relazioni con la Turchia non sono buone in questo momento!", ha aggiunto Trump.

E allora viene da chiedersi: di chi è la colpa della crisi della lira turca? Le risposte sono varie e molteplici e si intrecciano a tessere una trama fitta e complessa, alla stregua dei rinomati tappeti in seta che comunemente si ammirano nei bazar di Istanbul.