La Chiesa ha cambiato idea sulla pena di morte

La Chiesa ha cambiato idea sulla pena di morte

"Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che "la pena di morteinammissibile perché attenta all'inviolabilità e dignità della persona",[1] e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo".

Dottrina non in contraddizione con gli insegnamenti anteriori Accompagna il Rescritto una lettera del cardinale Ladaria ai vescovi di tutto il mondo, in cui il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede spiega che "la nuova formulazione del n. 2267 del Catechismo esprime un autentico sviluppo della dottrina" e che "non è in contraddizione con gli insegnamenti anteriori del Magistero". "Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune", si legge nel rescritto, diffuso oggi dalla Santa Sede. "A questa conclusione si arriva anche tenendo conto della nuova comprensione delle sanzioni penali applicate dallo Stato moderno, che devono orientarsi innanzitutto alla riabilitazione e reintegrazione sociale del criminale". Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Il valore riassegnato e ribadito nella comunicazione di Ladaria e Papa Francesco è esattamente quella "inviolabilità e dignità della persona", che rende impossibile e "inammissibile la pena di morte", come spiegava lo stesso Pontefice nel discorso dell'ottobre 2017.

È solo una coincidenza, ma Francesco straccia ogni ambiguità ed equivoco proprio a 40 anni dal delitto Moro e dagli sforzi per far riemergere dall'oblio l' insegnamento del professore di Diritto e del fedele cattolico, che molto aveva detto sulla natura e la funzione della pena.

La Comunità di Sant'Egidio accoglie con riconoscenza e soddisfazione la decisione di papa Francesco di modificare il Catechismo della Chiesa cattolica relativamente alla pena di morte.

Se invece i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poichè essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana. Inoltre nel Catechismo veniva citata l'enciclica Evangelium vitae del 1995 dove si specificava che i casi di "assoluta necessità" di soppressione del reo sono rari e praticamente inesistenti. Per questo motivo si è resa necessaria una riforma del Catechismo della Chiesa Cattolica, viste le eccezioni prima ammesse. E Bergoglio lo aveva già messo in evidenza l'anno scorso in occasione dell'anniversario della promulgazione del Catechismo di Wojtyla quando aveva chiesto che fosse riformulato il paragrafo sulla pena di morte. La nuova versione del testo del Catechismo sulla pena di morte è stata resa nota oggi dal Vaticano. Una posizione - ricorda l'Agi - espressa da Giovanni Paolo II nel 1999, in visita negli Stati Uniti, suscitando polemiche visto l'uso della pena di morte che si fa Oltreoceano, quando riconobbe che "la società moderna possiede gli strumenti per proteggersi, senza negare ai criminali la possibilità di ravvedersi".