Istat. La disoccupazione a giugno torna a salire: è al 10,9%.

Istat. La disoccupazione a giugno torna a salire: è al 10,9%.

Continua anche il calo dell'inattività, che si mantiene sul minimo storico. Oggi, i dipendenti a termine sono 3 milioni e 105 mila, il nuovo record storico. La crescita dei dipendenti a tempo non conosce tregua, si tratta del sesto rialzo consecutivo.

Nel mese di giugno il tasso di disoccupazione è salito al 10,9% dal 10,7% del mese precedente. Ciò significa che ci sono più persone che stanno cercando lavoro, ma evidentemente non tutti riescono a trovarlo.

Dopo tre mesi positivi in cui la disoccupazione in Italia scendeva, a Giugno il trend si è interrotto e il numero di persone che cercano un impiego sul totale della forza lavoro è aumentato dello 0,2% risalendo a 10,9%. A maggio la stima degli occupati aveva invece registrato "un sensibile aumento", con una crescita di 114mila unità rispetto ad aprile (più 0,5 per cento) e di 457mila su base annua (più 2,0 per cento). Invece nell'arco dei dodici mesi la disoccupazione "cala lievemente", "mantenendosi sui livelli della fine del 2012".

I dati dell'Istat arrivano nello stesso giorno di quelli dell'Eurostat che si occupa di statistiche relative ai paesi Ue.

Occupati in discesa, boom dei contratti a termine.

Guardando agli ultimi 12 mesi, l'Istat nota che la crescita occupazionale si rafforza (+2,0%, +457 mila), concentrandosi tra i lavoratori a termine (+434 mila), mentre restano sostanzialmente stabili i permanenti e in lieve ripresa gli indipendenti (+19 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni e i 15-34enni, mentre calano gli occupati tra i 35 e i 49 anni. Svantaggiati anche gli over 35, che faticano più di altri a trovare un'occupazione: sono 56 mila gli aspiranti lavoratori in questa fascia di età.

Concentrando infine l'attenzione solo sul secondo trimestre, nonostante i dati di giugno si vede una consistente crescita degli occupati (+0,8%, cioè +196 mila), che riguardo soprattutto gli ultra 55enne (+140 mila). Un aumento che tocca principalmente gli ultracinquantenni (più 140mila).

Il calo, spiega l'Istat, si concentra tra i dipendenti permanenti (-56 mila) e in misura più contenuta tra gli indipendenti (-9 mila).