Foodora vende attività cibo a domicilio in Italia, costi eccessivi

Foodora vende attività cibo a domicilio in Italia, costi eccessivi

"Pura coincidenza? Con le norme non si crea lavoro, ma lo si può sicuramente distruggere e, purtroppo, questo potrebbe essere solo l'inizio", scrive su Facebook Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Foodora è in vendita in Italia.

Foodora lascia l'Italia. E il tema su cui ha insistito sin da subito il ministro Luigi Di Maio facendo diventare, quello dei rider, l'argomento d'attualità dell'agenda politica dell'ultimo mese e mezzo, si incrina sui numeri. La società tedesca Delivery Hero, che possiede il marchio dell'azienda di food delivery, ha annunciato con un comunicato di voler lasciare il nostro Paese - ma non solo: anche la Francia, l'Olanda e l'Australia - per puntare su mercati in maggiore crescita. "La strategia di Delivery Hero", ha scritto Emanuel Pallua, co-fondatore di Foodora, "è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera".

È stato poi aperto un tavolo di discussione tra le aziende di food delivery, il governo e i sindacati. Le fa eco la sua deputata e compagna di partito Elvira Savino: "I rider sono le prime vittime del decreto dignità di Di Maio. In Italia questo obiettivo è ora difficile da raggiungere con investimenti ragionevoli". "Siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora per cui stiamo valutando possibili acquirenti". Delivery Hero, che ha sede a Berlino, vuole concentrarsi su mercati più redditizi: uno degli obiettivi è il mercato tedesco, dove Foodora aumenterà gli investimenti per battere il rivale olandese Takeaway.com. Inoltre, come riporta il Sole 24 Ore, Delivery Hero non riuscirà a raggiungere il break even (il punto di pareggio in cui i costi sono uguali ai ricavi) a livello mensile entro il 2018 e quello annuale nel 2019.

"Come primo atto da ministro - ricorda Di Maio - ho subito incontrato i riders e con loro abbiamo portato avanti un tavolo con i loro datori di lavoro, ossia le piattaforme digitali che si occupano di fare le consegne a domicilio". E il titolo ha già perso fino all'8% alla Borsa di Francoforte. La vendita di Foodora non riguarderà il marchio e la base rider, ma soltanto la base clienti e i contratti con i ristoranti Foodora. Il servizio australiano, invece, chiuderà il prossimo 20 agosto. "La nostra principale priorità è assicurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà".