Festivi e part-time, come funziona con la 104

Festivi e part-time, come funziona con la 104

E' questo quanto chiarito dall' INPS con il messaggio numero 31 14 del 7 agosto 2018, fornendo così dei chiarimenti riguardo ai permessi della legge 104 per i lavoratori part time, a turni e notturni. Relativamente a tali fattispecie, infatti, la commisurazione dei giorni di permesso alla ridotta durata dell'attività lavorativa è insita nella dinamica del rapporto medesimo. A tal fine l'Inps informa che in caso di part-time (orizzontale, verticale o misto) bisogna dividere l'orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part-time per il numero medio dei giorni (o turni) lavorativi settimanali previsti per il tempo pieno e moltiplicare il risultato per tre (i giorni di permesso teorici).

In caso di rapporto di lavoro a tempo pieno, rimane confermata la formula già indicata nel messaggio n. 16866 del 28/6/2007.

I lavoratori che beneficiano della legge 104 per prestare assistenza ai familiari disabili possono fruire dei tre giorni di permesso mensile anche nei festivi, nel part-time e di notte se rientrano tra i turni di lavoro. Per "lavoro a turni" si intende, ogni forma di organizzazione dell'orario di lavoro, diversa dal normale "lavoro giornaliero", in cui l'orario operativo dell'azienda può andare a coprire l'intero arco delle 24 ore e la totalità dei giorni settimanali. Ebbene, l'Inps chiarisce che il beneficio può essere fruito anche in corrispondenza di un turno di lavoro da effettuare nella giornata di domenica. Per determinare i giorni di permesso mensili effettivamente disponibili occorre prendere in considerazione l'orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part-time (secondo il proprio contratto di riferimento) diviso l'orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno. Applicando la formula sopra enunciata, il calcolo sarà il seguente: (18/3) X 3=18 ore mensili. Ciò corrisponde alle ore mensili fruibili.

Il motivo? Perché nel part time verticale i 3 giorni di permesso valgono quando si lavora più del 50% dei giorni di lavoro ordinari: è chiaro quindi che se una persona lavora 2 giorni e mezzo la settimana, con una settimana lavorativa che magari è di 4 giorni, e quindi non supera il 50% dei giorni lavorativi di una settimana-tipo, i giorni di permesso spettanti scendono a 2.

L'Inps precisa poi come sia possibile cumulare nello stesso mese, purché in giornate diverse, i periodi di congedo straordinario con i 3 giorni di permesso mensili, prolungamento del congedo parentale e ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale.

Questi permessi spettano non solo a coloro i quali hanno un contratto di lavoro full time, ma anche a quanti sono inquadrati in un part time verticale, sebbene in questo caso le ore di assenza dal lavoro siano da rimodulare in base all'orario di lavoro stesso. Quanto sopra può accadere anche a capienza di mesi interi e indipendentemente dalla durata del congedo straordinario.