Ex portiere Cagliari vivo per miracolo

Ex portiere Cagliari vivo per miracolo

Sono un miracolato, stavo andando a Genova, ero sul ponte. Sfiorare la morte, dice, è come andare sulle montagne russe: "Ho sentito un botto e un gran vuoto che mi tirava giù, la stessa sensazione del Lunapark. Solo che credevo di morire". E' stata una scena apocalittica, da film. "Non posso che ritenermi molto fortunato, è stato un vero e proprio miracolo". Mentre era incastrato nell'auto, Davide ha chiamato il padre Franco: "Babbo è precipitato il ponte, io stavo passando e sono caduto con l'auto". Guarda, te lo giuro, sono finito sotto. Poco dopo, mentre ancora cerca di trovare una posizione per passare, Davide sente due mani che lo tirano fuori.

"Davide per me è come un fratello. Ero frastornato. Continuava a piovere e intorno a me sentivo urla e gemiti, avrei voluto dare una mano anch'io ma mi sentivo completamente disorientato". Mi hanno aiutato alcune persone che erano lì, poi sono arrivati i soccorsi.

"Mi sono salvato per miracolo" ha raccontato ai microfoni di Sky Tg 24 - "Prima ho sentito un rumore, poi è crollato tutto". Davide Capello ha giocato con la maglia del Cagliari, del Savona e della nazionale Under 20: "Percorrevo spesso quella strada, una delle più trafficate d'Italia".

Davide Capello ha 33 anni ed è il portiere del Legino, squadra di cui è anche una bandiera. Il ragazzo di 30 anni che oggi fa il Vigile del Fuoco a Savona mette i brividi. Fu, quello, il punto più alto di una carriera andata poi in picchiata, all'improvviso, perché l'estate successiva Capello fu ceduto in prestito al Bellunoponte, in C2, categoria in cui avrebbe giocato anche con Olbia, Nuorese e Alghero. Tra i primi a sentirlo al telefono, dopo i familiari, sono stati proprio i compagni di squadra del portiere-pompiere, uscito dalle macerie senza un graffio.