BCE: In Italia e in Spagna è necessario accompagnare la ripresa

BCE: In Italia e in Spagna è necessario accompagnare la ripresa

"Se in alcuni grandi Paesi dell'Area si sono registrati forti cali dei consumi correlati alla Grande recessione e alla crisi del debito sovrano (ad esempio in Italia e in Spagna), altri Paesi (ad esempio Germania e Francia) sono stati meno interessati da tale fenomeno". La crescita e l'inflazione hanno consentito di annunciare la fine del quantitative easing. La Bce considera le dinamiche salariali una variabile importante nel segnalare l'andamento futuro dell'inflazione, e probabilmente non è un caso che torni sulla nota dolente di un meccanismo salari-redditi-consumi che ancora non è tornato a regime. Dai dati pubblicati emerge, inoltre, che sempre in Italia e in Spagna "i redditi reali da lavoro dipendente permangono significativamente inferiori rispetto a prima della crisi a causa della moderazione salariale indotta dalla crisi e della disoccupazione rimasta su livelli elevati".

"I consumi in Italia e in Spagna non hanno ancora evidenziato una completa ripresa", si legge nel bollettino economico Bce, mentre in Germania e Francia sono di circa il 10% più alti rispetto al periodo pre-crisi.

La Bce conferma il piano di uscita dagli acquisti netti di titoli a partire da gennaio, dopo che questi scenderanno dopo a 15 miliardi al mese dai 30 attuali. In Italia invece "è diminuita gradualmente" con un trend che continua tuttora. Lo dice la Bce nel consueto Bollettino economico pubblicato oggi in cui il nostro Paese ne esce con le ossa un po' rotte. Le considerazioni europee sugli immobili portano l'Unione nazionale consumatori a dichiarare che un aumento dell'iva (chiesto da gran parte delle istituzioni internazionali affiancandolo a un taglio delle tasse sul lavoro) sarebbe "un suicidio". E che fanno esultare COnfedilizia: "alla buonora!"

Tuttavia, spiega il bollettino, "sulla base degli esiti dell'analisi economica e delle indicazioni derivanti dall'analisi monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato che un ampio grado di accomodamento monetario è ancora necessario affinché l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine".