Arabia Saudita: via ambasciatore Canada

Arabia Saudita: via ambasciatore Canada

L'Arabia Saudita ha espulso l'ambasciatore canadese e ha richiamato il suo ambasciatore in Canada per protesta contro le "interferenze" del governo canadese nei suoi affari interni. Nel Tweet, l'Ambasciata canadese di era detta "gravemente preoccupata" da una recente ondata di arresti di militanti per i diritti umani chiedendone l'immediata liberazione insieme ad altri difensori dei diritti umani arrestati in precedenza. L'episodio avveniva proprio mentre l'Arabia Saudita sospendeva tutti i voli da e per Toronto. La rottura diplomatica sta aggravando un clima economico instabile per un paese, come l'Arabia Saudita, che sta cercando di rinnovare la sua economia ma ha faticato a conquistare gli investitori stranieri.

"Il nostro governo ha costantemente sostenuto i diritti delle donne a livello internazionale e abbiamo costantemente combattuto per i diritti delle donne anche in Arabia Saudita", ha dichiarato il ministro Freeland, ieri a Ottawa.

Nervi tesi tra Arabia Saudita e Canada.

Tra gli attivisti detenuti c'è Samar Badawi, che già in passato era stata incarcerata e presa di mira dalle autorità saudite. Bandita dalle elezioni municipali tre anni fa, ha fatto una campagna per il diritto delle donne di guidare, norma attuata recentemente dal Principe ereditario Mohammad bin Salman.

Nelle ultime settimane Riyadh ha lanciato una "repressione senza precedenti" che ha portato al fermo di personalità di primo piano; fra queste vi sono Nassima al-Sadah e Samar Badawi, sorella del celebre blogger Raif arrestato nel 2012 e condannato a 10 anni di carcere e mille frustate. Riad ha inoltre congelato l'avvio di nuovi scambi commerciali e investimenti con il paese nordafricano.

Per il ministero saudita degli Esteri la posizione del Canada è un "attacco" al regno e ai suoli valori e non si escludono ulteriori ritorsioni in futuro. La conferma arriva direttamente dal ministero degli Esteri saudita, che ha ribadito che l'azione canadese è stata interpretata come una "aperta e sfacciata interferenza" nei suoi affari interni.