Thailandia: salvati i primi bambini dalla grotta

Thailandia: salvati i primi bambini dalla grotta

Nel loro volto c'è ancora tensione, paura. Secondo Narongsak, 100 fori nella roccia sono stati individuati sopra la grotta, e 18 di essi saranno ulteriormente esplorati.

E' stato un medico australiano a fare un elenco dei ragazzini in funzione delle loro condizioni fisiche e a decidere l'ordine con cui dovevano uscire, iniziando dal più debole.

Non è ancora chiaro se i ragazzi intrappolati dovranno abbandonare la grotta a nuoto, ma è stato fatto trapelare che, ad oggi, è possibile camminare lungo buona parte della cava. Lo hanno confermato le autorità nelle prime ore del mattino di domenica 8 luglio 2018. "Il tempo è bello, il livello dell'acqua è buono, i subacquei sono pronti, i ragazzi sono fisicamente, emotivamente e mentalmente pronti a uscire", ha aggiunto. Si è appreso che dovrebbero restare qualche giorno ricoverati in isolamento, anche dalle famiglie, per evitare infezioni. La durata del viaggio di ritorno, lungo quattro chilometri, dall'uscita della caverna fino al posto dove si trovano i ragazzi e il loro allenatore, oscilla tra le quattro e le sei ore.

Nel pool, 13 divers stranieri e 5 thailandesi. Intanto le squadre di soccorso stavano lavorando freneticamente per rimuovere pietre e altri ostacoli dall'uscita. Le correnti d'acqua all'interno della grotta nei giorni scorsi erano forti, la visibilità era inesistente in alcuni punti e il percorso sott'acqua era complicato da molti passaggi stretti e rocce ripide. In alcuni tratti, anche per decine di metri filati, non c'è scelta: serve immergersi e nuotare, a volte in pertugi - il più stretto è di 72 centimetri, il più basso di soli 38 - dove corpo e bombola di ossigeno non passano assieme.

I 12 ragazzi e il loro allenatore sono stati trovati tutti vivi lunedì 2 luglio, nove giorni dopo essere rimasti intrappolati nella grotta.

I 12 ragazzi saranno divisi in un primo gruppo di quattro persone, seguiti da tre gruppi di tre.

Sono tutti ragazzi della comunità locale, che giocano a calcio dopo scuola tra le montagne vicino al confine con la Birmania.

Il "problema" è che quei migranti sono stati recuperati dalla nave militare irlandese al di fuori della zona Sar libica di competenza italiana. "Le piogge sono una delle principali preoccupazioni, l'acqua potrebbe tornare a inondare i tunnel", ha spiegato il portavoce, ricordando che oggi è previsto un intensificarsi delle precipitazioni.