Serie A, Parma e Chievo a giudizio: Crotone e Palermo in stand-by

Serie A, Parma e Chievo a giudizio: Crotone e Palermo in stand-by

Se il Tribunale Figc accogliesse le richieste della procura federale guidata da Giuseppe Pecoraro, il Parma con -2 sulla stagione appena conclusa scenderebbe a quota 70 e perderebbe dunque la promozione in serie A conquistata direttamente, lasciando il via libera al Palermo che aveva chiuso quarto a quota 71. In nome del carattere afflittivo della pena, per far scontare la penalità durante il torneo in corso venne addirittura posticipato l'inizio dei play off, con il Bari declassato di una posizione in classifica e obbligato a disputare il turno preliminare degli spareggi promozione fuori casa (a Cittadella) invece che al San Nicola.

L'avvocato del club Eduardo Chiacchio parla del caso "Dirty Soccer", una questione "molto più grave: Paganese e Poggibonsi hanno ricevuto un solo punto di penalizzazione per il comportamento dei rispettivi dirigenti - ha ricordato Chiacchio - Come si fa a chiedere due o addirittura sei punti per il Parma?".

Maurizio Zamparini intanto ha rilasciato una breve dichiarazione e manifesta qualche dubbio sulla richiesta della procura: "Non riesco a capire le richieste della procura federale".

Emanuele Calaiò, 36 anni, attaccante del Parma. "Ho passato un'estate infernale". Non ho mai pensato minimamente di alleggerire l'andamento della partita contro lo Spezia o la prestazione dei miei ex compagni. Per due mesi sui giornali come un criminale.

La medesima penalizzazione è stata chiesta anche per il Cesena, compartecipe nella vicenda delle plusvalenze fittizie. Avrebbe dovuto chiedere scusa a Calaiò per queste accuse infamanti. La prova di questo sarebbe in un successivo messaggio mandato qualche ora dopo dove Calaiò specifica la natura scherzosa dei suoi Whatsapp precedenti. Non vogliamo che venga offuscata la nostra magnifica impresa sportiva: "tutto quello che abbiamo conquistato lo abbiamo fatto sul campo".

Serie A a forte rischio per Chievo e Parma. "Qui non è responsabilità oggettiva, ma diretta perché il beneficiario dei messaggi di Calaiò è il Parma, in favore del quale lui mandava i messaggi".