Scoperto su Marte un lago sotterraneo di acqua salata

Scoperto su Marte un lago sotterraneo di acqua salata

La scoperta, arrivata grazie alle indagini di studio del radar italiano Marsis (da Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) a bordo della sonda europea Mars Express, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science. Crediti: USGS Astrogeology Science Center, Arizona State University, Esa, Inaf. Si pensa, ad esempio, di chiedere che la missione venga estesa per capire se ci sono laghi anche in altre zone di Marte.

Un gruppo di ricercatori italiani ha annunciato di avere scoperto una grande riserva di acqua allo stato liquido su Marte, una scoperta che se confermata renderebbe molto più probabile la presenza di qualche forma di vita sul pianeta. Così si è scandagliato sotto la superficie con non poche difficoltà perché i diversi materiali riflettevano i segnali in vari modi non sempre decifrabili.

Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l'emisfero sud di Marte, sovrapposto a una sezione radar dei depositi stratificati polari meridionali.

I ricercatori sono convinti che potrebbero esserci altre zone con condizioni favorevoli alla presenza di acqua in profondità su Marte ed ora, messo a punto il metodo di analisi, potranno continuare ad investigare. Un'altra significativa porzione è depositata sotto forma di ghiaccio nelle calotte, soprattutto quella nord, e negli strati prossimi alla superficie o è legata al terreno nel permafrost. E sono decenni che si studia il pianeta rosso. Questo era ciò che si ipotizzava a metà degli anni '90, quando la missione Mars Express fu annunciata dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l'Asi propose di adottare un radar a bassa frequenza per investigare il sottosuolo a grande profondità. Ma il resto? Orosei spiega che "una parte doveva essere rimasta intrappolata nelle profondità", e lo studio di oggi conferma questa terza ipotesi. Come il radar Marsis, ideato da Giovanni Picardi dell'università Sapienza di Roma e costruito dalla Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), sono italiani tutti gli autori della ricerca. Vi starete chiedendo: "ma come funziona il radar?" La linea bianca più a sinistra è l'eco del radar di superficie, mentre le macchie blu chiaro lungo l'eco radar basale evidenziano aree di riflettività molto alta, interpretate come dovute alla presenza di acqua. "Era uno strumento di concezione innovativa, completamente diverso dall'unico lontano precursore volato un quarto di secolo prima sull'ultima missione Apollo, estremamente promettente di cui si doveva non solo sviluppare l'elettronica, ma anche il modo di elaborarne i dati". Il lago, buio e salato, è probabilmente profondo qualche metro e si trova nella regione di Marte chiamata Planum Australe, nel Polo Sud del pianeta.

"L'acqua è stabile, c'è e resiste attraverso le stagioni e costituisce potenzialmente un habitat per la vita, ossia è un ambiente che potrebbe avere i requisiti per la vita", ha detto all'agenzia di stampa italiana Ansa il responsabile scientifico del radar Marsis Roberto Orosei, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e primo autore della ricerca, firmata con Enrico Flamini, docente di Planetologia presso l'Università di Chieti-Pescara e responsabile di progetto dell'esperimento Marsis per l'Asi, Elena Pettinelli, responsabile del laboratorio di Fisica Applicata alla Terra e ai Pianeti dell'Università Roma Tre, co-investigator di Marsis.