Salvini: nessuno sbarco da nave Diciotti senza sicurezza

Salvini: nessuno sbarco da nave Diciotti senza sicurezza

"Se intervengono navi per aiutare queste persone e poi alcuni tra questi provano ad aggredire gli equipaggi l'Italia deve dare segnali chiari e perseguire chi si comporta in questo modo" ha aggiunto il vice premier stellato sottolineando come sulla vicenda abbia competenza la magistratura "ma ci deve essere un messaggio chiaro nel senso che i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre, allora bisogna individuare le persone". I reati sarebbero stati commessi nei confronti del comandante e dell'equipaggio della Vos Thalassa dopo che i migranti avevano scoperto che la nave stava dirigendosi verso la Libia.

Il rimorchiatore che lavora per il rifornimento di una piattaforma petrolifera della Total, lunedì sera, rispondendo ad un SOS, aveva recuperato 66 migranti in acque libiche.

Dopo lo stop a Ong, mercantili e navi militari straniere, per la prima volta il disco rosso del Viminale riguarderebbe una nave italiana che viaggia con un carico di migranti.

Salvini ha chiamato in causa la legge per spiegare il perché di tali condizioni ribattendo che i documenti sono necessari per poter andare altrove. Così sono scattati i contatti con la sala operativa della capitaneria di porto di Roma, che ha inviato sul posto la Diciotti che ha effettuato il trasbordo.

La tensione era molto alta e il Ministro molto atteso proprio per questo confronto diretto.

L'imbarcazione sta trasportando 450 persone. Stessi toni dal ministro delle Infrastrutture Toninelli. "Come promesso, io non mollo". Dai primi riscontri, sembra che il primo soccorso sia avvenuto in zona Sar libica nella notte fra il 4 e il 5 luglio. "No, i porti sono aperti solo alle navi delle autorità italiane". Sappiano a Malta che gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano non può e non deve arrivare. Ma fonti della Difesa hanno infatti puntualizzato nella serata di domenica che "Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni" e che "le regole di ingaggio della missione" vanno cambiate "nelle sedi competenti, non a Innsbruck". Il ministro Trenta al momento è l'unica ad aver annunciato di voler incontrare il generale Kalifa Haftar appena possibile, mentre il resto del governo ha scelto Fayez Serraj, presidente del consiglio libico basato a Tripoli, l'unico formalmente riconosciuto dagli organismi internazionali.