Ronaldo alla Juve e a Melfi scioperano

Ronaldo alla Juve e a Melfi scioperano

Ma l'arrivo del fuoriclasse portoghese non ha fatto storcere il naso soltanto ai supporter delle altre squadre, anzi, i più arrabbiati di tutti sembrano gli operai della Fca (Fiat Chrysler Automobiles) di Melfi, che di fronte a questa "iniquità" hanno deciso di incrociare le braccia per due giorni. È inaccettabile che, mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi l'azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico, la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l'acquisto di un calciatore. Lo sciopero è in programma dalle 22 di domenica 15 alle 6 di martedì 17 luglio. È normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese? - si legge nel comunicato -.

"Fortunatamente, i lavoratori di Melfi, oltre ad aver dimostrato negli anni di essere persone serie, hanno quella maturità e quella responsabilità di affermare attraverso il loro impegno quotidiano che questo fantomatico sciopero, oltre a ledere l'immagine, risulta essere fuorviante rispetto alle problematiche vere - ovvero il lavoro - che da sempre rappresenta il fulcro e l'obiettivo nobile di ciascuna vera organizzazione sindacale affinché si possa affermare che il lavoro è davvero un bene comune".

"Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni - conclude il comunicato Usb - arricchiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria".

Il caso dei dipendenti FIAT, ad esempio, fa pensare e soprattutto fa discutere: a Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, sul muro dello stabilimento FCA, è stato affisso un manifesto più che polemico. Protagonisti stavolta i cinque ex operai della Fca a cui è stato confermato il licenziamento dopo che inscenarono il suicidio di Sergio Marchionne.

In fondo al medesimo cartellone, con il viso del calciatore, c'è anche la frase "Noi ti paghiamo". C'è solo da augurarsi che in qualche modo vengano ascoltate da chi di dovere in quest'Italia non ancora uscita dalla crisi.