Riforma del Copyright, Wikipedia si oscura

Riforma del Copyright, Wikipedia si oscura

Coloro che necessitano di informazioni o di consultare una qualsiasi pagina, quindi, non potranno farlo. "Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere", si legge nella pagina di Wikipedia prima segnalata.

Come recita ancora il testo, "La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui)".

Il secondo elemento, l'articolo 11, è pensato per limitare il potere che grandi piattaforme aggregatrici di contenuti come Facebook e Google hanno sugli editori online: la legge, che è già stata soprannominata dai suoi detrattori "tassa per i link", prevede che le grandi piattaforme online paghino agli editori una cifra annuale concordata, come licenza per mostrare l'anteprima e il link di segnalazione dei contenuti che mostrano - una pratica che, se da un lato "attinge" gratuitamente a testo teoricamente protetto da diritto d'autore, dall'altro è tra le principali fonti di traffico ai siti che hanno pubblicato quella notizia. La decisione è stata assunta dai volontari attivi sui wiki per sensibilizzare i deputati del Parlamento europeo in vista del voto del 5 luglio a Strasburgo. 11 e 13, nonché l'estensione della libertà di panorama a tutta l'UE e la protezione del pubblico dominio. Come noto, i punti controversi di questa legislazione sono due e riguardano l'articolo 11 e l'articolo 13 del testo della riforma. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet. Lo scorso 20 giugno la Commissione giuridica del Parlamento Europeo (JURI) aveva approvato le proposte contenute nella nuova direttiva per il copyright, necessarie per introdurre alcuni aggiornamenti alle norme per la tutela del diritto d'autore.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d'autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell'informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all'accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni.

"Se la proposta fosse approvata - ammoniscono - potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca".

Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.