Primo morto nella grotta. Soccorritore finisce l'ossigeno e muore a Tham Luang

Primo morto nella grotta. Soccorritore finisce l'ossigeno e muore a Tham Luang

Un ingegnere thailandese che lavora per l'imprenditore statunitense Elon Musk - proprietario di aziende tecnologiche innovative come Tesla e Space X - è attivo con i soccorritori impegnati a perlustrare l'esterno della grotta Tham Luang, nella speranza di trovare un varco nella roccia dove poter scavare. Le autorità hanno deciso di intervenire visto che nelle ultime ore era drasticamente calato l'ossigeno, e di conseguenza, si temeva per la vita del gruppo. Vogliamo assicurarci che il rischio sia minimo. "E' il D-Day". Bisogna portarli fuori.

I soccorritori avevano immaginato diverse strategia per un'uscita meno traumatica e problematica dalla grotta di Tham Luang, in Thailandia ma purtroppo dopo centinaia di ore di attesa e studi l'unica soluzione percorribile è quella che per prima si era vagliata, ovvero farli uscire da dove erano entrati, passando con l'aiuto dei sommozzatori attraverso quei cunicoli completamente invasi dall'acqua percorrendo i circa 2,2 chilometri che li separano dall'uscita e dalla libertà. Lo riportano i media locali citando sia fonti dei Navy Seal tailandesi sia volontari giunti di tutto il mondo che partecipano all'operazione. Giusto per farvi capire le enormi difficoltà che incontrerà il gruppo, basti pensare che il ragazzino di cui sopra dovrebbe riemergere alle 9 di sera locali, quando in Italia saranno le 16. In poche parole, il suo percorso verso la salvezza durerà ben 11 ore. Il governatore Narongsak Osatanakorn ha spiegato che in alternativa sono stati effettuati 18 buchi di lato e sopra il presunto soffitto della grotta-rifugio, ma ce ne vorrebbe uno "di almeno 600 metri, forse più (impossibile per ora un calcolo preciso, ha detto) che potrebbe richiedere anche due mesi di trivellazioni". Dal 23 giugno a oggi, ecco cos'è accaduto.

Non c'è più tempo. Anche per questo serve un intervento pronto per rimediare a una situazione che rischia davvero di degenerare. Inoltre, alcuni dei ragazzi non sanno nuotare. Sono stati vani i tentativi di rianimarlo. L'uomo è morto per la mancanza di aria nelle bombole mentre tornava dopo aver consegnato dei serbatoi di ossigeno nella caverna. In alcune parti della grotta - che si trova a 600 chilometri circa a nord est della capitale Bangkok - comincia a scarseggiare l'ossigeno. In questo momento tutti i bambini stanno bene, i soccorritori si stanno prendendo cura di me e prometto che io mi prenderò cura dei bambini nel miglior modo possibile.