Pensioni, spunta l'ipotesi di un contributo di solidarietà

Pensioni, spunta l'ipotesi di un contributo di solidarietà

La pensione è una retribuzione differita e questi provvedimenti minano la fiducia dei lavoratori verso lo Stato.

A cosa servirà il contributo di solidarietà? . E, pur essendo di gran lunga inferiore (Brambilla ipotizza uno 0,35% di partenza sulle pensioni più basse, per poi procedere in modo proporzionale) contribuirebbe a generare un gettito che permetterebbe al governo di avere per i prossimi quattro-cinque anni le risorse necessarie ad affrontare le principali emergenze legate al welfare: l'invecchiamento della popolazione e la disoccupazione delle fasce più a rischio, senza pesare ulteriormente sul debito pubblico che va invece ridotto. In realtà su questo punto Brambilla mi sembra troppo ottimista perché la Consulta, nella composizione modificata ai tempi di Renzi e Presidente Paolo Grossi, aveva magnanimamente fatto prevalere le esigenze governative dul diritto costituzionale, affermando però che si trattava di un prelievo eccezionale e non ripetibile.

Lo svantaggio è il medesimo: il contributo di solidarietà finirebbe per pesare su un'ampia platea di pensionati (non è chiaro se ci saranno delle fasce esentate), e dunque anche su coloro che non sono titolari di una pensione d'oro.

Riforma pensioni: le ultime news su taglio pensioni d'oro e ricalcolo.

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Con la proposta del leghista Brambilla ad essere tagliate sarebbero tutte le pensioni, e non solamente quelle d'oro. "Il governo farebbe bene a fermarsi prima di fare degli errori e ad aprire un confronto serio e di merito con i Sindacati" dichiarano in una nota i segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima.

Intanto, sul fronte pensioni d'oro, il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato importanti novità: "Questa settimana alla Commissione Lavoro del Senato calendarizzeremo la proposta di legge sul taglio delle pensioni d'oro: chi prende pensioni sopra ai 4-5 mila euro prenderà l'assegno solo in proporzione ai soldi che ha versato". Mettere in giro la bufala secondo la quale si andrebbe in pensione a '54 anni', vuol dire accreditare la peggiore propaganda liberista degli ultimi decenni, quella che ci ha costretti sulla difensiva e che, purtroppo, ha portato un attacco allo Stato sociale e ci ha spinto sulla cattiva strada dei licenziamenti più facili. "A questi signori, che ogni giorno di più minacciano di destabilizzare pesantemente l'Italia, diciamo che prima di toccare i soldi degli italiani pensino a restituire i 49 milioni che gli devono".