Pasticcio Ilva, ArcelorMittal convince Di Maio a metà

Pasticcio Ilva, ArcelorMittal convince Di Maio a metà

La brevissima dichiarazione affidata ai giornalisti è puntellata da espressioni che rendono chiaro come al ministro non bastino i nuovi impegni. La legge ci dirà se si deve ritirare" la procedura "in autotutela oppure no. Stiamo seguendo un percorso lineare, naturale, di accertamento", in una situazione complessa "che abbiamo ereditato dal vecchio governo. "Si eviti di perdere tempo, ministro #DiMaio". "Sono percorsi che vanno avanti in parallelo perché dobbiamo essere preparati a tutte e due le evenienze", ha ribadito Di Maio.

Quello che invece Di Maio sostiene e anzi rilancia è la procedura per valutare se la gara per l'aggiudicazione dell'Ilva sia stata regolare.

C'è un passaggio della dichiarazione di Di Maio che rende appieno l'idea dell'insoddisfazione maturata durante l'incontro: "Se vogliono farlo, nessuno glielo impedirà", ha affermato nel passaggio in cui ha annunciato che ci sarà una serie di incontri con i cosiddetti stakeholder (parti pubbliche, sindacati, consumatori e cittadini di Taranto) per l'illustrazione del progetto di rilancio. A rafforzare questo ragionamento anche la sottolineatura del fatto che è stata Mittal, e quindi non il governo, a manifestare la volontà di presentare la nuova strategia alle altri parti coinvolte nella vicenda Ilva. Secondo il ministro Di Maio: "È un procedimento disciplinato per legge che durerà 30 giorni". Una pista che il gruppo vuole scongiurare a tutti i costi. "Ma - ha osservato - io non posso affidare uno stabilimento di questa importanza come l'Ilva, sotto il profilo ambientale, occupazionale e della salute, a un'azienda senza avere certezze che è tutto in regola".

Il gruppo indiano nel giugno 2017 aveva vinto una gara pubblica che gli aveva consentito di sottoscrivere un accordo con l'allora ministro Calenda per assumere il controllo parziale sull'Ilva.