OBI MIKEL, Giocato mentre mio padre veniva rapito

OBI MIKEL, Giocato mentre mio padre veniva rapito

Il capitano dellaNigeria, John Obi Mikel, martedì scorso ha giocato il decisivoincontro di coppa del mondo contro l'Argentina con l'angosciaper il rapimento del padre a fine di riscatto. Il giocatore lo ha raccontato di recente al Guardian: per alcune ore lo aveva tenuto nascosto anche alla federazione nigeriana, obbedendo alle minacce dei sequestratori. L'attuale centrocampista del Tianjin Teda ha vissuto un incubo tremendo, che ha certamente condizionato la sua prestazione e la sua vita in generale.

Su quei momenti terribili:"Ero emotivamente sconvolto e dovevo decidere in poco tempo se ero mentalmente pronto a giocare. Mi era stato detto infatti che avrebbero sparato immediatamente a mio padre se avessi riferito qualcosa alle autorità".

"Solo una ristretta cerchia di amici lo sapeva, non ne ho parlato con il ct perché non volevo che diventasse una distrazione per lui o per il resto della squadra prima di una gara così fondamentale. Non sapevo cosa fare, ma alla fine ho capito che non avrei potuto deludere 180 milioni di nigeriani". "Ho dovuto spegnere il pensiero di mio padre dalla mia testa e andare in campo per rappresentare il mio paese".

Il padre di Mikel era già stato sequestrato nel 2011 a Jos, città in cui vive e lavora.

E' stato rilasciato lunedì pomeriggio. "Ringrazio le autorità per i loro sforzi". "Purtroppo mio €‹€‹padre è ora ricoverato in ospedale per curarsi dalle numerose torture subite durante la sua cattura".