Mirabelli: "Europa presa sul campo, spero non ce la tolgano". E Gattuso…

Mirabelli:

Il tecnico del Milan Gennaro Gattuso ha inaugurato la stagione rossonera in conferenza stampa: in pieno caos societario (Yonghong Li sta per lasciare al fondo Elliott), con l'Europa League legata al Tas di Losanna, Ringhio cerca di infondere fiducia e calma all'ambiente.

Halen Halilovic si è trasferito al Milan a costo praticamente zero firmando un triennale, fino al 30 giugno 2021, da 1,8 milioni netti a stagione.

Un nuovo modo di vedere la Serie A e la Serie B: scopri l'offerta! "Io vado controcorrente rispetto a quello che si pensa e sono positivo per il prossimo futuro". Dobbiamo guardare solo il campo. Fa parte di me. Poi si può sbagliare. "Se non esce qualcuno, che avrà trovato magari una migliore sistemazione, in attacco resteremo così". Uno dei giocatori che potrebbe garantire plusvalenze importanti, considerando pure che il procuratore lo ha proposto all'Inter è Suso.

"Dobbiamo ripartire con grande entusiasmo: gli alibi vanno mettono da parte, siamo qua per lavorare".

Gattuso garanzia del Milan? Il mio carattere? Sono così, è una caratteristica che non posso cambiare, mi piace spronare i ragazzi. Questa è una società storica, forse chi ci rappresenta oggi ha avuto tanti problemi ma a livello economico non ci ha fatto mai mancare nulla. Ma non è stato così. Se mi hanno chiesto un obiettivo specifico?

Poi Gattuso elenca quel che serve al Diavolo: "Ci vuole un'alternativa all'attaccante esterno, una mezzala con le stesse caratteristiche di Kessie". Possiamo anche stare così, anche se sono consapevole le altre squadre, che erano già forti, si sono rinforzate. "Noi con la testa dovremo pensare che quella competizione la giocheremo". Molti hanno definito il reparto offensivo il punto debole della scorsa stagione. Noi l'abbiamo conquistata sul campo e mi auguro che nessuno ce la tolga. Kessie? Che c'entra, ha caratteristiche diverse. Se deve restare qui, dovrà farlo come dico io e non lui. "È una piccola scommessa, vediamo in un anno cosa ci restituisce".

"Adesso in rosa abbiamo quattro attaccanti", ha spiegato Rino. "E' un ragionamento che merita più spazio di una semplice risposta". Sotto quell'aspetto siamo a posto. Kalinic? Quando è andato via di qui, ha sempre sofferto, a livello pubalgico, di un'infiammazione. L'errore è non essere stato onesto con l'allenatore. Noi non abbiamo mai fatto nomi per illudere qualcuno. La priorità sono i nostri attaccanti. Il club gli ha dato un prezzo, se non hanno l'accordo fa parte della rosa. Poi vedremo dove arriveremo, è facile fare proclami. "Aspettiamo un attimo, cerchiamo di sbagliare il meno possibile, io, lo staff, la società, vediamo anche che mercato faremo".