Matteo Salvini blocca nave italiana con 66 migranti a bordo

Matteo Salvini blocca nave italiana con 66 migranti a bordo

La strategia di Matteo Salvini, insomma, non cambia: il ministro dell'Interno non intende fare alcun passo indietro ma anzi ampliare il 'raggio d'azione' e cercando di coinvolgere, nel paniere dei divieti, anche le navi militari. La decisione di Matteo Salvini è arrivata nella serata del 9 luglio, quando il vice premier ha dichiarato che non darà alla Von Thalassa, nave di proprietà di una compagnia privata e battente bandiera italiana, il permesso di attraccare in uno dei porti del Belpaese. "Purtroppo - ha aggiunto - i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà". L'11 vedrà il collega tedesco Horst Seehofer che vuole una "stretta" e su questo ha messo in bilico la cancelliera Angela Merkel, e il giorno dopo il tavolo sarà a tre, aperto anche al ministro austriaco Herbert Kickl. Quest'ultima, tuttavia, non è considerata "porto sicuro" in base ai trattati internazionali dal momento che non garantirebbe un trattamento rispettoso ai migranti. Ce lo impone folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto interessi Italia.

A dare il benvenuto ai profughi della Beckett, sul molo di Messina c'erano centinaia di persone con le magliette rosse per l'iniziativa di Libera a favore dell'accoglienza e per un'Italia "aperta".

Primo stop a una nave italiana - Dopo lo stop a Ong, mercantili e navi militari straniere, per la prima volta il disco rosso del Viminale riguarderebbe una nave italiana che viaggia con un carico di migranti. "Quello migratorio non può più essere solo un problema italiano, sennò rischia la Ue", ha twittato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. "Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni" e che "le regole diingaggio della missione" vanno cambiate "nelle sedi competenti, non a Innsbruck", trapela dal ministero della Difesa. Con accordi di Sophia e Themis si ridistribuiscono in Ue costi e responsabilità dei salvataggi.