L'Austria pronta a "proteggere i confini meridionali"

L'Austria pronta a

La decisione da parte della Grosse Koalition di creare "centri di transito" lungo il confine tra Germania e Austria nei quali poter trattenere e poi respingere più celermente i migranti secondari, rischia di innescare un effetto domino in tutta Europa e di far vacillare il già di per sé labile trattato di Schengen.

Ovviamente il ministro degli interni non vuole essere da meno e rilancia: "L'Austria è pronta a chiudere i confini?". Il governo di Vienna ha aggiunto di essere "pronto ad adottare misure per proteggere in particolare la frontiera sud", quella con l'Italia e la Slovenia. I dettagli ancora non sono chiari - il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, riunisce il governo a Vienna nel pomeriggio - ma si profila una stretta sui controlli al Brennero. Ha citato le sfide esterne (Usa, Cina, Russia), Brexit ("Londra non può dettare le regole") e ha affermato che "è un dono vivere in Europa" dove, a differenza di tante regioni del mondo, "sono assicurate libertà, diritti, democrazia". L'innescamento cioè di una serie di reazioni a catena e misure di contenimento dell'immigrazione illegale avviate dai singoli governi nazionali e non la tanto auspicata risposta congiunta europea. Ha garantito il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer parlando, al gruppo parlamentare dell'Unione, dell'accordo trovato con Angela Merkel nella serata del 2 luglio. La leader dell'Spd Andrea Nahles ha subito chiesto "chiarimenti" sull'accordo e sull'istituzione dei centri di transito sempre osteggiati dalla sinistra del partito. L'Spd alza la voce anche se non sembra intenzionata a fare della vicenda una questione di principio. L'iniziativa tedesca rende necessari tutta una serie di accordi bi- e trilaterali.

"L'impegno dell'Austria a sostenere la libertà di circolazione affinchè l'Europa non sia delle frontiere interne ma protegga le sue frontiere esterne", secondo Tajani, è un messaggio rassicurante e un buon inizio della presidenza austriaca. A detta del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker invece l'accordo raggiunto a Berlino tra Cdu e Csu appare a "prima vista" conforme al diritto comunitario. Tutto il resto si vedrà.