La Lega A contro il Decreto Dignità: "Conseguenze economiche negative"

La Lega A contro il Decreto Dignità:

"Devono avere diritto alla dignità, alla vita", ha concluso Di Maio. E invece il Decreto Dignità, annunciato urbi et orbi come la pietra miliare dell'inizio di un percorso volto a superare il Jobs Act e le scelte dei passati esecutivi, si risolve in quasi nulla.

Le misure anti delocalizzazione si applicano con modalità specifiche anche a chi ha beneficiato dell'iperammortamento e del credito d'imposta per ricerca e sviluppo. Guerra a contratti precari e licenziamenti ingiusti con un aumento significativo dell'indennizzo, che può arrivare anche a 36 mensilità.

Fisco - Tregua sullo spesometro, ultimo adempimento a febbraio e poi scompare; disattivazione del redditometro e abolizione dello split payment per le partite Iva.

In presenza di una di queste condizioni già a partire dal primo contratto sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi. "Dovremo intervenire su tante cose per le imprese per aumentare ancora di più la stabilità, però questo è un primo passo per dire che non possiamo rinnovare i contratti a tempo determinato all'infinito ai giovani, ai meno giovani senza dargli un po' di serenità", scrive Di Maio sul Blog delle Stelle.

Delocalizzazioni - Le aziende che ricevono incentivi statali non potranno delocalizzare per 5 anni, pena una multa pari da due a quattro volte gli aiuti ricevuti se si trasloca fuori dall'Unione. Insomma, norme più rigide e più costose: il giudizio negativo degli imprenditori - molti dei quali hanno attribuito calorose accoglienze a Di Maio nelle loro assemblee - non poteva essere più netto. Non voglio fare proclami, enfatizzare troppo, perché c'è ancora tanto da fare su questi temi, però grazie al nostro decreto si disattiva il redditometro. E a chi gli chiede se la mini stretta sui contratti a termine annunciata nel provvedimento che sarà approvato nelle prossime ore possa essere sufficiente per invertire la tendenza, il ministro risponde: "No, per ora interveniamo sui contratti a tempo determinato e su quelli a tutele crescenti, in legge di bilancio poi abbasseremo il costo del lavoro".

Il governo italiano ha approvato ieri sera il cosiddetto decreto dignità, che prevede provvedimenti contro il precariato e contro le imprese che delocalizzano all'estero. Nel sottolineare la palese disparità rispetto alle altre nazioni in Europa e nel resto del mondo, dove non esistono divieti di questo tipo, ed evidenziando le negative conseguenze in termini di indotto e occupazione in Italia dovute all'introduzione di tale misura, la Lega Serie A ricorda che nella stagione 2017/2018 dodici Società del massimo campionato hanno sottoscritto un accordo di partnership con aziende del comparto betting, il quinto settore come investimenti nella classifica delle sponsorizzazioni di maglia nei sei principali tornei europei.

Dalla presentazione della relazione annuale Inps, sono arrivate le parole anche del presidente Tito Boeri che ha commentato alcuni aspetti del Decreto Dignità: "Il nuovo Governo sembra intenzionato ad introdurre un salario minimo orario", una misura che "avrebbe il doppio vantaggio di favorire il decentramento della contrattazione e ridurre la povertà fra chi lavora".