La Cassazione: sequestrare tutti i fondi della Lega

La Cassazione: sequestrare tutti i fondi della Lega

Via libera al sequestro di conti correnti, libretti, depositi e denaro riferibile alla Lega fino a raggiungere 49 milioni di euro.

"L'evocare un possibile intervento del Capo dello Stato" nella vicenda dei sequestri relativi ai fondi della Lega "risulta essere fuori dal perimetro costituzionale".

L'udienza si era svolta lo scorso 12 aprile a porte chiuse.

Adesso dovrà esprimersi il Riesame, che dovrà emettere un nuovo provvedimento tenendo in considerazione le indicazioni, vincolanti, della Cassazione.

Ma ci sono anche questioni politiche.

Secondo Giulio Centemero, amministratore del partito: "Siamo stupiti di apprendere dalle agenzie, prima ancora che dalla Cassazione, le motivazioni della sentenza per cui dovrebbe proseguire il sequestro relativo a 48 milioni di euro di rimborsi elettorali".

"La Lega e il suo leader rispettino le sentenze come ogni comune cittadino deve fare ogni giorno e restituiscano i soldi pubblici agli italiani". L'avvocato del Carroccio, Giovanni Ponti, sostiene invece che le uniche somme sequestrabili sono quelle trovate sui conti "al momento dell'esecuzione del sequestro" con "conseguente inammissibilità delle richieste del pm di procedere anche al sequestro delle somme 'depositande'".

"Le battaglie economiche su cui ci siamo impegnati in campagna elettorale continuano a essere una priorità e saranno una priorità mia e della Lega". "Caro Luigi Di Maio - twitta il presidente del Pd Matteo Orfini - è un problema per il M5s o non fa niente?" Noi che dell'informazione e della cultura ci siamo sempre fatti paladini, non possiamo di certo ignorare questo dato importantissimo. Una perizia sulla documentazione relativa ai rimborsi ottenuti dal partito apre la strada all'accusa di aver usato "artifici e raggiri" per riuscire ad ottenere circa 40 milioni dal Parlamento.

Il sequestro dei conti, disposto il 4 settembre dopo la condanna di Bossi, è stato "emesso in osservanza dei presupposti di legge e non è stato oggetto di impugnazione da parte della Lega Nord", evidenzia la Cassazione. Lo scrive la Giunta esecutiva centrale dell'Anm in una nota diramata questa mattina, in cui si rileva anche che "le modalità con cui il dibattito si è alimentato creano confusione e rischiano di produrre effetti distorsivi sui precisi confini, fissati dalla Costituzione, tra la magistratura, autonoma e indipendente, e gli altri poteri dello Stato". Si tratta della somma di denaro che il partito avrebbe sottratto allo Stato attraverso la truffa per la quale è stato condannato l'ex leader.