Johnson accusa May: "Il sogno della Brexit sta morendo"

Johnson accusa May:

Johnson denuncia senza giri di parole la svolta negoziale più soft imposta dalla premier e tuona: così ci avviamo ad assumere "lo status di una colonia dell'Ue".

Il primo ministro ha preso la decisione al termine di un incontro con altri membri del partito conservatore. La premier, più volte contestata dall'aula durante il suo intervento, ha assicurato che questa piattaforma garantirà l'uscita del Regno Unito dall'Ue, dal mercato unico e dall'unione doganale, ma pone anche le condizioni per una nuova partnership doganale con Bruxelles, per un libero commercio sui beni industriali e agricoli e confini aperti in Irlanda. La sua scelta è interpretata come un tentativo della May di salvare - attraverso l'ennesimo mini rimpasto - la propria poltrona e i sempre più fragili equilibri interni al governo e al Partito Conservatore, diviso tra "falchi" euroscettici e "moderati".

Johnson e Davis erano ministri chiave nell'ufficio della May, erano sostenitori di una "hard Brexit".

Dopo Davis, la stessa scelta l'ha fatta Johnson, sostituito da Jeremy Hunt, considerato un Tory "moderato" sul dossier europeo, oltre che una figura leale verso la premier.

Theresa May alle corde.

L'ex sindaco di Londra Boris Johnson ha lasciato la carica di ministro degli Esteri.

"La Brexit dovrebbe essere relativa a opportunità e speranza".

Sono due duri colpi per il governo di Theresa May: la premier sta cercando in tutti i modi di far sì che il partito conservatore trovi l'accordo su una Brexit che, anche dopo il divorzio, mantenga forti legami economici con l'Ue. Unanimità ora rotta da Davis. Theresa May non ha fatto in tempo a sostituire uno che un altro ha dato forfait. Nell'opposizione laburista di Jeremy Corbyn - indicata in corsia di sorpasso in caso di ritorno alle urne - si guarda invece apertamente allo sbocco ravvicinato di un possibile nuovo voto entro pochi mesi.

Né manca chi, dalla trincea dei 'remainer' più irriducibili, rilancia alla fine di tutto il processo anche lo scenario di un referendum bis sulla Brexit.