Istat: "Disoccupazione in calo al 10,7% a maggio"

Istat:

Lo rileva l'Istituto nazionale di statistica (Istat), sottolineando che si tratta del livello più basso da agosto del 2012. "Il tasso di occupazione sale al 58,8% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente)".

L'ISTAT, in data 2 luglio 2018, ha reso disponibili i dati provvisori sull'occupazione in Italia e nell'Eurozona per il mese di maggio 2018. "Intanto prosegue la contrazione della disoccupazione, che dopo i livelli massimi toccati a fine 2014 è tornata sui livelli della metà del 2012". La diminuzione della disoccupazione riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età.

Il tasso di disoccupazione scende a maggio al 10,7%, in calo dello 0,3% su base mensile. In calo il dato degli inattivi, cioè chi non ha un lavoro e non lo cerca (altrimenti classificato come disoccupato). Il tasso di inattività rimane stabile al 34%.

Nel periodo marzo-maggio 2018 l'istituto di statistica stima una intensa crescita degli occupati (+0,9% rispetto al trimestre precedente, pari a +212 mila).

L'aumento più significativo degli occupati continua comunque ad essere quello della fascia degli over 50, dove si registra un incremento su mese di 88.000 unità e su anno di 468.000, per effetto dell'innalzamento dell'età pensionabile. Nei dodici mesi la crescita occupazionale si concentra tra i lavoratori a termine (+434 mila), mentre restano sostanzialmente stabili i permanenti e sono in lieve ripresa gli indipendenti (+19 mila).

( Regioni.it 3411 - 02/07/2018) "Al netto della componente demografica si registra un segno positivo per l'occupazione in tutte le classi di età".

Diminuiscono, inoltre, i cosiddetti inattivi (chi il lavoro neanche lo cerca) tra i 15 e i 64 in calo dello 0,1%, che equivale a 13 mila persone. E' quanto afferma l'Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione agli ultimi dati Istat sull'occupazione che vedono a maggio una crescita di 114mila posti rispetto al mese precedente con un tasso di occupazione che sale al 58,8% il miglior risultato degli ultimi dieci anni. In questo modo si agisce infatti sulla durata delle transizioni da termine a tempo indeterminato, che è uno dei problemi che affliggono il nostro mercato del lavoro.