Il Premio Strega sbarca al Gemelli, e le scrittrici incontrano i pazienti

Il Premio Strega sbarca al Gemelli, e le scrittrici incontrano i pazienti

La sua vittoria acquista un valore speciale, sottolinea sul sito dell'Ansa Mauretta Capuano, perché, appunto, dopo 15 anni torna a essere premiata una donna (l'ultima era stata Melania Mazzucco nel 2003 con Vita)e perché per la prima volta l'editore Guanda (Gruppo Gems) si aggiudica il più ambito riconoscimento letterario italiano.

"La ragazza con la Leica" - come dicevamo - è dedicato alla figura di Gerda Taro, la prima fotoreporter a morire sul campo a 26 anni.

Si piazza secondo Marco Balzano con "Resto qui" (Einaudi) con 144 voti e terza Sandra Petrignani con "La corsara".

A poche ore dall'assegnazione del settantaduesimo Premio Strega nella suggestiva cornice del Ninfeo di Villa Giulia, proviamo a trarre alcune considerazioni sulle strategie possibili in vista della finale e sulle tematiche affrontate dai cinque libri finalisti. Ritratto di Natalia Ginzburg (Neri Pozza) con 101 voti. La 54enne Helena Janeczek, scrittrice tedesca naturalizzata italiana, di origini familiari ebreo-polacche, per Guanda ha pubblicato "Le rondini di Montecassino". Tre elementi allora distinguono il primo posto di questo Strega: una scrittrice, la casa editrice (Guanda non aveva mai vinto), una vicenda che rimanda alla guerra per la libertà contro i fascismi.

Quello della Janeczek è tra anfore attiche vicino alla Sirena nel mito antico e moderno, ispirato alla frase del libro: "le leggende dicevano che dopo il calar del sole, quando si pescava meglio, nel Danubio comparissero creature gigantesche, che risvegliavano nella sua testa di ragazzino in braghe, certe fantastiche paure". Storia di confine e violenza, Resto qui ha una voce narrante femminile e racconta un fatto vero ma dimenticato, una gigantesca catastrofe linguistica nel Sudtirolo. Anche Carlo D'Amicis non si aspettava colpi di scena con il suo triangolo erotico e ironico sul sesso de 'Il giocò (Mondadori) che ha scalato una posizione, quarto con 57 voti. Quest´anno eravamo in sei su dodici concorrenti, tutte con libri diversi che dimostrano la ricchezza delle storie scritte da donne che spesso trattano temi importanti. Non dobbiamo dire loro cosa devono fare ma ascoltarli: "questo è un progetto di governo" ha detto il ministro.

L'illustrazione che ha accompagnato il Premio in questa edizione, continuando un progetto inaugurato in occasione della settantesima edizione con Manuele Fior e proseguito lo scorso anno con Franco Matticchio, è di Riccardo Guasco. Il libro ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima. Un romanzo scabroso, escluso dallo Strega Giovani, che, attraverso l'espediente narrativo di tre interviste realizzate da uno scrittore, racconta le vite di tre personaggi: la moglie, il marito e l'altro.