FCA in lutto: è morto Sergio Marchionne

Marchionne nel febbraio 2005 diventa amministratore delegato dell'auto, lanciando la Grande Punto, varando un piano che prevedeva entro il 2008 investimenti per 10 miliardi. Un grande amore, quello con Manuela, vissuto lontano dai riflettori come tutti i suoi affetti. Ma il precipitare degli eventi, le complicazioni post operatorie del manager italo canadese e la presa di coscienza del suo "non ritorno" nella galassia Agnelli, hanno imposto scelte rapide. Sergio Marchionne nasce a Chieti 66 anni fa, ne ha 14 quando la sua famiglia - padre maresciallo dei carabinieri - si trasferisce a Toronto, colleziona tre lauree, in filosofia, economia, giurisprudenza e un master in business administration. Una forza interiore che lo aveva condotto a confermare gli appuntamenti sull'agenda previsti per i primi giorni di luglio; ovvero dopo il ricovero all'ospedale di Zurigo avvenuto a fine giugno. Il manager sarebbe stato poi portato in rianimazione, ma non dipendeva in maniera sistematica dalle macchine, che gli erano da supporto. "E invece è accaduto il peggio".

Quindi il sospetto: "Non lo so, a volte penso che se non fossero andati in Svizzera forse sarebbe stato diverso... se si fosse fatto operare alle Molinette, qui in Italia...".

Pier Luigi Battezzato aspetta il ritorno della figlia di Manuela, affinché lei possa ritrovare un po' di pace e tranquillità dopo giorni di dolore. In cui la privacy della famiglia è rapidamente sparita sotto l'eco mediatico. Da lì un mare di supposizioni e di richieste, di ricerche e indagini. Di certo non giudicheremo il nuovo Ceo Mike Manley alla guida del Gruppo dal passaporto d'origine, ne siamo legati ad un patriottismo industriale superato dalla storia, lo valuteremo rispetto ai risultati che saprà raggiungere. Non ha fatto in tempo, ma il futuro lo ha tracciato con l'annuncio del primo suv e di una supercar elettrica. Il suo ricordo del genero è di un uomo semplice. "Lui è arrivato in clinica fisicamente provato".

Funerale e camera ardente: cosa ha deciso la famiglia. "Aveva smesso di fumare e sembrava che le sue condizioni di salute stessero migliorando". Il suo fisico si era asciugato e lui era affaticato. "Respirava con molta fatica". Eppure era sempre in movimento, in viaggio da una parte all'altra del mondo. Nonostante la cassa integrazione gli stabilimenti italiani hanno sempre lavorato a pieno regime senza tagli occupazionali e con il rilancio di tutti gli impianti produttivi con modelli molto competitivi, come l'Alfa Romeo Stelvio.