Facebook: delude la crescita, titolo crolla del 20%

Facebook: delude la crescita, titolo crolla del 20%

Il fondatore del social network ha aggiunto che Facebook stava eliminando anche post che spingevano alla violenza. Facebook ha chiuso il secondo trimestre del 2018 con ricavi in aumento del 42% a 13,2 miliardi di dollari. Mark Zuckerberg e il suo modello di business non sono risultati immuni alle polemiche: bruciato da delusioni su fatturato e utenti finiti sotto pressione, e da un outlook fattosi meno roseo, il titolo sotto il simbolo Fb nel dopo mercato a Wall Street di ieri ha perso fino al 24% per poi attestarsi ad un calo del 20%. Il social network riporta una crescita dei ricavi sotto le attese nel secondo trimestre e avverte: il rallentamento può continuare nei prossimi mesi. Ma gli analisti scommettevano su 13,4 miliardi. Facebook è già alle prese con decine di cause legali per lo scandalo di Cambridge Analytica che ha violato i profili di milioni di utenti. Sotto le attese anche la crescita degli utenti, saliti dell'11% a 1,47 miliardi di amici al giorno, meno delle attese del mercato che prevedeva un aumento del 13% a 1,48 miliardi.

Gli utenti giornalieri attivi si collocano a quota 1,47 miliardi di dollari, crescendo dell'1,44% con un ritmo sensibilmente inferiore rispetto al 3,42% registrato nel primo trimestre: in precedenza il tasso più basso di crescita raggiunto, trimestre su trimestre, è stato del 2,18% nel quarto trimestre del 2017. In Nord America (Usa e Canada) i cosiddetti "Daily active users" sono stati sostanzialmente stabili a 185 milioni contro attese per 185,4 milioni; in Europa sono scesi dell'1% a 279 milioni dai 282 milioni del trimestre precedente.

Insomma, Facebook non si trova nel miglior periodo della sua storia e la borsa ha risposto negativamente, ma l'azienda di Mark Zuckerbeg è ancora un enorme aggregatore di utenti, e difficilmente un terzo della popolazione mondiale cambierà in massa le sue abitudini nel prossimo futuro.