Draghi: "Tassi invariati fino all'estate 2019, l'Europa resti unita"

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Sulla ripresa in rallentamento pesano i rischi al ribasso che "riguardano principalmente la minaccia di un maggiore protezionismo: un'Unione europea forte e unita può aiutare a cogliere i benefici dell'apertura economica proteggendo al tempo stesso i suoi cittadini contro una globalizzazione incontrollata". "Non significa che la nostra politica monetaria cesserà di essere espansiva". Si limita a prendere atto che finora ci sono stati annunci, e che le parole sono "cambiate", probabile riferimento alla sterzata data dai partiti della maggioranza a proposito della permanenza dell'Italia nell'euro.

Draghi ha parlato anche degli effetti che la fine del Quantitative easing (Qe) potrebbe avere per l'Italia.

L'Europa deve quindi "dare supporto al multilateralismo e al commercio globale" per la prosperità. Lo ha detto il numero uno della Banca Centrale Europea, Mario Draghi in audizione alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento Ue. In particolare, indica in un paracadute unico per la risoluzione delle banche e in un fondo unico di garanzia per i depositi bancari (Edis) i prossimi passi per rimediare ai problemi di una eurozona ancora "incompleta" e che così resta "vulnerabile" alle crisi. "In altre parole, se la condivisione del rischio portasse a una gestione ordinata delle conseguenze sulla stabilità finanziaria derivate dalla riduzione del rischio" quest'ultima "procederebbe a un ritmo molto più alto". "La prova del nove - dichiara - saranno i fatti". Per il momento il presidente della Bce non è preoccupato. L'economia dell'Italia, spiega agli europarlamentari, "si sta rafforzando" e la chiusura dei rubinetti non sarà brusca come si pensa.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Bruxelles, 09 lug - Nella sua rapida analisi economica presentata al'Europarlamento, Draghi ha indicato che nel primo trimestre la crescita del pil e' stata dello 0,4%, siamo al quinto anno consecutivo di espansione.

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