Camilleri ad Ferrari, Elkann presidente

Camilleri ad Ferrari, Elkann presidente

A Torino è stata redistribuita l'eredità di Sergio Marchionne, uomo chiave nella rinascita di un gruppo che solo pochi anni fa era prossimo alla catastrofe. La decisione di accelerare la successione è motivata dal peggioramento delle condizioni di salute di Marchionne.

Lo stato di salute del presidente Ferrari ha fatto allarmare i vertici FCA che si sono subito messi a lavoro per trovare una soluzione. Nel pomeriggio avremo notizie ufficiali. John Elkann, presidente di Fca, ha detto: "Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio".

"Per me - afferma - è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico". Manley, 54 anni, è nato in Inghilterra e attualmente guida il marchio Jeep dal 2009 e Ram dal 2015. La nomina di Manley sarà confermata da un'assemblea dei soci da convocare "nei prossimi giorni". Il consiglio ha anche attribuito a Camilleri le deleghe necessarie a garantire continuità all'operatività dell'azienda.

Louis Camilleri, 63 anni, famiglia di origini maltesi, è manager la cui carriera si è sviluppata sin dal 1978 in seno a Philip Morris (sponsor di lungo corso del Cavallino rampante) fino a diventarne e presidente e a.d. ruoli ricoperti tra l 2008 e il 2013. Nato a Chieti il 17 giugno 1952, Marchionne è figlio di un maresciallo dei Carabinieri (circostanza ricordata nella sua ultima uscita pubblica, lo scorso 26 giugno a Roma, presso il Comando dell'Arma di Viale Romania) e di una giovane istriana.

E, intanto, secondo secondo quanto scrive Automotive News Europe, è Louis Carey Camilleri, membro del board Ferrari, il successore di Sergio Marchionne nella carica di amministratore delegato della casa di Maranello. L'impero della famiglia Agnelli era oggetto di vertici di governo e riunioni segrete a via XX Settembre organizzate dall'allora ministro Tremonti su piani di nazionalizzazione.

Intanto, chi avesse investito 1.000 euro su Fiat all'inizio del 2011, con le azioni a 7,02 euro dopo lo spin-off con Fiat Industrial - ora Cnh Industrial -, adesso, con le azioni a 16,42 euro, avrebbe 2.300 euro in tasca. Come la bellezza nelle donne: "alla lunga non basta", disse infatti Sergio Marchionne per ribadire che senza un reale sforzo le cose non possono di certo cambiare. Nella difficile operazione di riassetto, Marchionne ha potuto contare sul sostegno delle principali banche italiane che si erano impegnate con un convertendo da 3 miliardi di euro nei confronti della Fiat che era tecnicamente fallita. Sono state le banche a far naufragare il progetto di nazionalizzare la Fiat, progetto che godeva di un certo sostegno sia dentro una parte del sindacato e sia tra le forze politiche. Dopo la fine del primo matrimonio Marchionne ha iniziato, nella più totale discrezione, una nuova relazione, nata all'interno dello stesso gruppo. Queste sono le parole di John Elkann presidente di FCA.