Berlusconi ai suoi: a breve il Governo finirà

Berlusconi ai suoi: a breve il Governo finirà

"Mi dispiace dirlo ma l'azione del Governo Conte fin qui è stata di assoluta mediocrità, e nei prossimi mesi è destinata a peggiorare". Il riferimento poi diretto a Salvini è dato dal "nodo" Decreto Dignità, quando Berlusconi rivolge un appello al leader del Carroccio: "io spero ancora che la Lega ci aiuti, anzi rivolgiamo un accorato appello a Salvini per bloccare queste norme, in nome delle aziende, dei produttori, dei lavoratori, degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori, che non hanno davvero bisogno di altre difficoltà da aggiungere alle tante con cui combattono ogni giorno".

"Infine, un appello è arrivato anche all' (ex) alleato Matteo Salvini:" La Lega blocchi il decreto dignità e pensi ad un nuovo progetto politico con noi.

Nel corso del suo intervento Silvio ha ringraziato i suoi collaboratori più stretti. E questo perchè la politica economica "è ispirata" da Luigi Di Maio, "sessantottino in ritardo", a sua volta ispirato dalla "vecchia ideologia della sinistra del secolo scorso", come dimostrano le gestioni dei dossier "Ilva, Alitalia, infrastrutture". A Salvini continua ad offrire la prospettiva del centrodestra liberale, "l'unico in grado di dare una risposta alle sfide" dei tempi. Anche se qualche stoccata la assesta. Come sull'immigrazione, dove non basta "la linea della fermezza", né "alzare la voce in Europa". "Non c'è nessuna novità, a parte che Berlusconi è tornato alla Camera". "Siamo il governo del cambiamento, non del blocco". "Senza aperture sul merito, che è il nostro obiettivo per evitare di perdere 8000 posti l'anno, è evidente che i presupposti del contingentamento vengono a cadere", sottolinea.

Intanto, per evitare smottamenti interni, assicura la riorganizzazione del partito, che dopo il rinnovamento a livello di capigruppo vede la nomina di Antonio Tajani vice presidente, Adriano Galliani capo dei dipartimenti, Sestino Giacomoni coordinatore dei coordinatori. Ma saranno i vecchi ad avere l'ultima parola.Il Cav non intende abdicare o lasciare ad altri la guida del partito: "Sarò in campo perché lo considero un dovere morale verso il mio Paese". "Fatelo anche voi, con lo stesso orgoglio".