Usa, i dazi allʼEuropa, al Messico e al Canada scatteranno da mezzanotte

Usa, i dazi allʼEuropa, al Messico e al Canada scatteranno da mezzanotte

Sulla questione dei dazi su acciaio e alluminio, Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Imprese Italiane che raccoglie oltre 83.000 industrie private per più di 800mila addetti, ha inviato una lettera alla Direzione generale del Commercio della Commissione Europea a Bruxelles in cui richiede di non ridurre i livelli di importazione medi degli ultimi tre anni di ciascun prodotto siderurgico per non danneggiare l'industria manifatturiera europea. Che dal 2009 a oggi ha visto crescere le esportazioni verso gli Usa del 137%.

Gli sviluppi della situazione si vedranno nei prossimi giorni, mentre per analizzare le ripercussioni effettive sull'economia ci vorrà un po' più di tempo. La domanda è: cosa farà Trump? A temere rincari e danni alla filiera produttiva sono anche le aziende nel campo dell'alluminio, che per il 40% viene acquistato dal Canada.

Il maggior produttore è la Cina, che arriva a sfiorare la metà della produzione mondiale, seguita da Giappone, India e Stati Uniti. Come analizzato da Brookings, le esportazioni rappresentano il 12,3% del Pil statunitense, che a sua volta è generato per il 26% proprio all'interno della "cintura di ruggine". I primi per i dazi su acciaio e alluminio e la seconda per la violazione delle regole sui diritti sulla proprietà intellettuale. Il protezionismo non tutela gli interessi delle imprese e del lavoro.

La notizia dell'entrata in vigore dei dazi ha già avuto delle conseguenze anche a livello di politica europea e dei rapporti tra le Nazioni. L'Europa e il suo surplus commerciale di 150 miliardi di dollari con gli Stati Uniti sono infatti uno dei bersagli preferiti di Donald Trump, assieme a Messico e Cina.

Secondo una simulazione di UniCredit Research del 26 aprile, l'effetto sarebbe una riduzione dell'export di veicoli negli Stati Uniti del 50% (-29 miliardi di dollari) per l'Unione Europea e del 54% (-19 miliardi) per la Germania. L'applicazione di tariffe sull'export europeo complicherà la riuscita della strategia di isolamento dell'Iran, voluta da Trump con il ritiro dall'accordo sul nucleare e il prossimo ripristino delle sanzioni verso il Paese.

Lo ha detto il capo dell'esecutivo del blocco, Jean-Claude Juncker. Perché il presidente Usa ha fatto sapere che - dalla mezzanotte - verrà applicato un dazio del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio provenienti dall'Europa. Per ora Trump ha annunciato l'avvio di un'indagine per verificare se l'import di automobili straniere pregiudichi la sicurezza nazionale.

Nel dettaglio, sul totale delle esportazioni, nel 2016 gli alimentari pesano per 2,02 miliardi (5,49%), in crescita di 137 milioni rispetto al 2015 (+7,25%); le bevande per 1,7 miliardi (4,66%), in crescita di 74 milioni (+4,49%) sul 2015; il settore tessile vale 515 milioni (1,39%), in diminuzione di 34 milioni (-6,19%) sull'anno precedente; quota 1,5 miliardi (4,25%) per l'abbigliamento, in discesa di 95 milioni (-5,71%) sul 2015; per quanto riguarda la pelle, l'ammontare delle esportazioni si è attestato a 1,7 miliardi (4,73%), in calo di 56 milioni (-3,11%). Canada e Messico, da cui ne proviene circa la metà, sono i due Stati più colpiti e hanno già annunciato contromisure.