Tumore al seno: chemio evitabile per 7 donne su 10

Tumore al seno: chemio evitabile per 7 donne su 10

In base a quanto è emerso, il 70% delle pazienti con un tumore al seno può evitare la chemioterapia. Il primo obiettivo era la sopravvivenza libera da malattia: da una valutazione a 7 anni e mezzo di follow up si è visto che l'ormonoterapia non era meno efficace se somministrata senza chemio. È il sogno che ci regala un team statunitense, che è riuscito a eliminare un tumore in uno stato avanzato grazie alla terapia cellulare con i linfociti. Una tecnica già rivelatasi efficace nel trattamento del melanoma, ma finora meno 'potente' contro i tumori dello stomaco, dell'esofago, delle ovaie e appunto del seno. "Dei restanti circa 13mila casi, sarebbero all'incirca 3mila quelli in cui si potrebbe evitare la chemio sulla base del test sui geni". La fattibilità di questo approccio terapeutico è stata dimostrata dal gruppo di Steven Rosenberg del National Institutes of Health di Bethesda in Maryland. I ricercatori hanno mappato Dna ed Rna di uno dei suoi tumori, oltre al tessuto normale, identificando 62 diverse mutazioni specifiche delle sue cellule tumorali. Ognuno di questi errori nel DNA può generare frammenti di proteine??noti come neoantigeni.

Oggi sappiamo che il cancro riesce in qualche modo ad aggirare il nostro sistema immunitario, spegnendo i segnali di allarme che ci occorrerebbero per combatterlo e star meglio. Rosenberg e colleghi hanno tentato la terapia con cellule immunitarie su una paziente in fase avanzata di malattia, con metastasi che era risultata incurabile con le terapie convenzionali. Ad una paziente erano stati dati 3 mesi di vita per un cancro terminale al seno. Un nuovo studio, infatti, ha mostrato come sia possibile utilizzare le cellule immunitarie della stessa paziente per affrontare una delle malattie più aggressive - e potenzialmente fatali - della nostra epoca. Ora lo studio dà una risposta definitiva: "la chemio può essere evitata nel 70% delle pazienti con cancro iniziale, limitandola a quel 30% per il quale porterà beneficio".

Reso noto sulla rivista Nature Medicine, è un traguardo senza precedenti. "Questa ricerca è sperimentale in questo momento, ma poiché questo nuovo approccio all'immunoterapia dipende dalle mutazioni, non dal tipo di cancro, è in un certo senso un progetto che possiamo usare per molti tipi di tumore".

Ogni giorno che passa, il cancro al seno fa meno paura grazie ai progressi della scienza applicata alla medicina.

Un numero telefonico a disposizione di tutte le donne affette da tumore al seno metastatico e un servizio di car giver per accompagnare le pazienti in ospedale. Il dottor Antonio Carriero, responsabile senologia del "Vito Fazzi" di Lecce invita alla prudenza. Questo studio fornisce informazioni importantissime per la condotta terapeutica da tenere nelle pazienti con carcinoma della mammella in fase iniziale a rischio intermedio, che ha finora rappresentato una zona grigia e un problema nella pratica clinica quotidiana.