Trump shock ritira l'appoggio al comunicato del G7

Parlando invece delle sanzioni alla Russia: "Abbiamo una posizione di dialogo che non significa abbandonare dall'oggi al domani il sistema delle sanzioni". "Gli Usa sono stati trattati ingiustamente sul commercio: io non do la colpa agli altri, do la colpa ai nostri leader passati".

Con un tweet di 280 caratteri, Donald Trump "ha distrutto la credibilità del G7", per ricostruire la quale ci vorranno anni.

Il disordine pilotato è una teoria che gli Stati Uniti - dopo averla applicata malamente con altre amministrazioni repubblicane, in particolare in Medio Oriente - sperano adesso di utilizzare per ricavare un nuovo posizionamento globale.

"Riportare la Russia nel G7 è nell'interesse di tutti" ha aggiunto. "È un insulto", ha detto Trudeau, ricordando che il suo paese e gli Stati Uniti sono partner, alleati, amici, insomma non certo un pericolo per la sicurezza della nazione americana: e ha annunciato che davanti alla mossa trumpiana il Canada non subirà in silenzio. "Non possiamo andare avanti con una situazione in cui gli Stati Uniti sono il salvadanaio da cui tutti rubano", ha aggiunto riferendosi agli squilibri commerciali degli Usa anche verso i Paesi alleati.

I leader del G7 hanno provato fino all'ultimo a trovare un accordo per evitare la spaccatura. Lo si apprende da fonti diplomatiche italiane.

Charlevoix - Donald Trump non ha aspettato nemmeno di arrivare al G7 per lanciare una frase-bomba. Le foto scattate venerdì a La Malbaie in Québec, nel corso di un faccia a faccia tra i due-leader, mostranola mano arrossata del presidente degli Stati Uniti , con l'impronta bianca del pollice del presidente francese.

E, per quanto riguarda le accuse di Trump, "ci atteniamo al comunicato, come approvato da tutti i partecipanti" resta la posizione dei leader. Dopo la pubblicazione del compromesso finale, sottoscritto anche dagli Stati Uniti per la parte riguardante il commercio, il presidente Donald Trump ha fatto sapere che Washington ora si dissocia dal documento.

In ogni caso si sta creando in Canada una sorta di fronte anti-protezionismo con Francia, Germania, Canada, Giappone, anche lui un forte esportatore, e che include una Gran Bretagna in fibrillazione che dopo la Brexit è alla disperata ricerca di mercati alternativi.