Trump e Kim arrivati a Singapore, tutto pronto per lo storico vertice

Trump e Kim arrivati a Singapore, tutto pronto per lo storico vertice

Lo ha detto il leader nordcoreano Kim Jong-un, in merito al faccia a faccia di martedì con il presidente Donald Trump, al premier di Singapore Lee Hsien Loong, nelle parti iniziali dell'incontro aperte ai media.

L'incontro tra Kim e Trump si svolgerà in un hotel a cinque stelle a Sentosa, un'isola grande cinque chilometri quadrati quasi interamente occupata da alberghi e attrazioni turistiche, separata dalla principale delle isole che formano Singapore da uno stretto tratto di mare.

Trump ha definito Trudeau "disonesto" e "debole" per aver denunciato i dazi statunitensi contro gli alleati in nome della sicurezza nazionale statunitense e per aver ribadito che Ottawa procederà con rappresaglie dal primo luglio. In questo modo il politico ha risposto ai messaggi recenti di Trump, che attacca premier canadese Justin Trudeau di aver mentito alla conferenza stampa finale del vertice.

Il colpo di scena ha scosso lo stesso establishment politico di Washington, nutrendo nervosismo e critiche più o meno velate al Presidente.

"Ai nostri alleati: la maggioranza bipartisan degli americani resta a favore del libero commercio, della globalizzazione e sostiene le alleanze basate su 70 anni di valori comuni".

La decisione di Trump ha coronato un summit ricco di svolte e drammi in questa tranquilla e pittoresca località del Quebec. Il contributo di Singapore allo sforzo internazionale è "nel nostro profondo interesse", ha rimarcato Lee, e un costo che "siamo pronti a pagare". Ad annunciarlo, con un tweet inviato dall'Air force one, è Donald Trump, che aveva abbandonato il summit in anticipo per andare a incontrare Kim Jong Un a Singapore, e che ha mandato così in fumo due giorni di intenso lavoro per trovare un compromesso sulla spinosa questione dei dazi commerciali. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel da parte sua aveva parlato di passi avanti ma sottolineato come le divergenze fossero ancora da risolvere.

Il comunicato finale del G7, concordato in extremis dopo negoziati ad oltranza proseguiti anche nella notte, è di otto pagine e ha cercato di mettere in secondo piano le polemiche. Tutte parole ora sconfessate, con conseguenze tutte da verificare, da Trump con i suoi tweet.