Trump: "Da Singapore parte un messaggio di pace per il mondo intero"

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I colloqui tra il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si sono conclusi con la firma di un documento condiviso che sembra segnare l'inizio di un processo diplomatico inteso a porre fine a più di 60 anni di ostilità: sono quattro punti sintetici, che indicano specifici impegni da parte di Pyongyang per consegnare le sue armi nucleari e promettono di fissare ogni dettaglio sui tempi e la verifica del disarmo in futuri negoziati da tenersi "alla prima data possibile".

"Il mio incontro con Kim è stato onesto, diretto e produttivo", ha affermato Trump, che ha ringrazito il leader nordcoreano. Si comporta più da mercante che da statista, inveisce contro l'import di berline tedesche, usa strumenti grossolani come il filmato mostrato nell'incontro con Kim: una specie di trailer da agenzia immobiliare per convincere il dittatore che una Corea pacifica può diventare un paradiso turistico, con le spiagge zeppe di hotel e grattacieli che ospitano condomini per ricchi cinesi e sudcoreani.

"Anche io avrei difficilmente potuto dormire la scorsa notte", ha detto ai suoi ministri, augurandosi l'apertura di una "nuova era tra le due Coree e gli Stati uniti".Dopo il primo approccio, Trump e Kim si sono spostati in una sala per il loro incontro privato, prima parte del summit. Rimane il generico impegno alla denuclearizzazione della penisola coreana, ma senza scadenze e impegni precisi.

Ma la mossa che rischia di avere le maggiori implicazioni politiche per il futuro è un'altra: la rinuncia alle esercitazioni militari congiunte Usa-Corea del Sud che Trump ha bollato come una "costosa provocazione". Trump ha risposto: "È un onore essere qui, credo che sarà un successo, costruiremo una relazione splendida tra di noi". "Hanno giocato un ruolo importante, verranno tolte quando saremo alla fine del percorso", ha assicurato il presidente Trump.

Certo, però, dal punto di vista dell'accordo c'è veramente poco di storico: il documento sottoscritto da Trump e Kim è poco concreto e molto propagandistico.

Gli Stati Uniti e la Corea del Nord si impegnano alla restituzione dei prigionieri, incluso il rimpatrio immediato di quelli già identificati. Il nostro incontro senza precedenti, il primo fra un presidente americano e un leader della Corea del Nord, dimostra che il vero cambiamento e' possibile.

Poi di due leader si sono concessi una breve passeggiata: "Abbiamo fatto un sacco di progressi, l'incontro e' andato meglio di quanto chiunque potesse aspettarsi", ha detto Trump.

Secondo Joongang Ilbo, quotidiano sudcoreano citato dalla stampa statunitense, Kim avrebbe invitato Trump nella capitale nordcoreana per un secondo summit, a luglio. "Li risolveremo... e non vedo l'ora di lavorare con lei", ha replicato Trump. Ma non solo: l'ex stella dei Bulls con Jordan e Pippen si è detto disponibile ad agire diplomaticamente per sedare i venti di guerra che soffiavano tra Washington e Pyongyang.

Ma soprattutto offre una sponda a quanti, dall'interno, potrebbero accusare Kim di aver ceduto la sicurezza della nazione senza nulla in cambio.