Tria, il ministro dell'Economia che vuole alzare l'Iva per abbassare le tasse

Tria, il ministro dell'Economia che vuole alzare l'Iva per abbassare le tasse

Dopo essere stato chiamato come esperto da diversi Ministeri, Tria è stato dal 2002 al 2006 e poi dal 2009 al 2012 membro dell'OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro. All'Economia sarebbe stato indicato Giovanni Tria.

A fare l'annuncio è stato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti, che ha aggiunto che Conte "ha presentato la lista dei ministri ai sensi dell'articolo 92 della Costituzione" e che il nuovo esecutivo giurerà oggi alle 16. Giovanni Tria, 69 anni, laurea in giurisprudenza, presidente della Scuola di amministrazione e docente di politica economica alla Facoltà di economia di Tor Vergata, è un economista collaboratore di Renato Brunetta del quale è stato consulente all'epoca in cui Brunetta era ministro della pubblica amministrazione.

Il nome di Giovanni Tria andrà a incasellarsi alla voce "Ministro dell'Economia".

Più in generale, Tria si dimostra cauto riguardo agli interventi di spesa contenuti nel contratto di governo: "Con tutto il rispetto per le competenze riunite intorno al tavolo politico delle trattative - scrive - le norme attuative dei propositi si dovranno scrivere con le competenze istituzionali in grado di misurare effetti di bilancio e coerenze legislative di sistema".

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Secondo Tria tale provvedimento porterebbe effetti benefici sulla crescita e quindi generare quel gettito fiscale aggiuntivo che dovrebbe compensare almeno in parte anche il costo iniziale della riduzione delle aliquote.

Roma, 31 mag. - Far scattare gli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia per finanziare la flat tax.

Savona dovrebbe essere comunque della partita: per lui una poltrona al Ministero degli Affari Europei.

Per quanto riguarda le politiche europee, l'economista si è sempre mostrato critico nei confronti del surplus della Germania, in quanto ritenuto un deterrente alle convergenze economiche dell'eurozona.

Non ha ragione chi invoca l'uscita dall'euro senza se e senza ma come panacea di tutti i mali, ma non ha ragione neanche il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, quando dice che "l'euro è irreversibile", se non chiarisce quali sono le condizioni e i tempi per le necessarie riforme per la sua sopravvivenza.

Quanto al reddito di cittadinanza, secondo Tria non è "in contrasto pregiudiziale con una politica orientata alla crescita e alla sfida della globalizzazione". Anche perché il maggior pericolo è l'implosione non l'exit.

Giovanni Tria sembra però più interessato ad analizzare la flat tax perché l' obiettivo della riforma è ridurre la pressione fiscale per stimolare la crescita economica "soprattutto se si vede questo obiettivo non tanto come un modo per aumentare il reddito spendibile di famiglie e imprese, e quindi sostenere la domanda interna, ma come un modo per aumentare il reddito dei fattori produttivi, lavoro e capitale, e quindi anche degli investimenti".