Trapianto d'utero tra gemelle, bimbo è nato e sta bene

Trapianto d'utero tra gemelle, bimbo è nato e sta bene

Al trapianto tra gemelle hanno partecipato anche il professor Stefan Tullius, direttore della Divisione Trapianti presso il Brigham and Women's Hospital di Boston - facente capo alla prestigiosa Scuola di Medicina dell'Università di Harvard, e i dottori Milan Milenkovic e Mirorslav Djordjevic. La mamma infatti era nata senza utero, per una malformazione congenita e la seconda, già mamma di 3 figli, ha deciso di donare alla gemella la possibilità di diventare mamma.

Quindi la nascita, con taglio cesareo, di un maschietto di 2,970 Kg in perfetta salute; il primo bambino al mondo nato dopo un trapianto di utero tra due sorelle gemelle omozigoti.

L'espianto dell'utero della gemella è durato 10 ore, mentre il trapianto vero e proprio è durato 5 ore. Per tutta la durata della gestazione, che ha avuto un regolare decorso, la paziente è stata seguita da Luca Gianaroli, direttore scientifico del S.I.S.Me. La madre, 38enne di origini serbe e residente in Italia, si è lasciata andare a un pianto commosso al termine dell'intervento che le ha permesso di dare alla luce il su primogenito nella mattinata di giovedì 28 giugno. I medici che hanno eseguito il trapianto ancora oggi discutono il caso al centro di fecondazione assistita Sismer di Bologna.

A parlare è stato anche Stefan Tullius, il quale ha riferito: "Il trapianto tra gemelli ci riporta alle origini dei primi interventi chirurgici di trapianto avvenuti più di 60 anni fa, quando la prima operazione di successo fu un trapianto di reni tra due gemelli identici". "Questo successo si aggiunge a quelli già ottenuti nei trapianti madre-figlia in cui abbiamo una percentuale di bambini nati dell'85%", ha concluso il medico.

Si tratta del primo parto in Italia dopo un trapianto di utero, il dodicesimo a livello mondiale. "Siamo davanti a una procedura unica nel suo genere, poiché non solo è stato coinvolto u n gruppo internazionale di specialisti, ma anche pe r il grande altruismo della scelta della sorella della paziente di donarle il proprio utero". Anche Gianaroli commenta con entusiasmo il buon esito di questo lungo percorso: "Questo incredibile risultato è frutto della combinazione di alcune delle più sofisticate tecniche chirurgiche e delle importanti innovazioni tecnologiche nel campo della procreazione assistita, che oggi permettono di offrire soluzioni anche a casi di infertilità e sterilità fino a ora considerati senza speranza, se non ricorrendo alla maternità surrogata, tecnica peraltro vietata in molti Paesi".