Speranza (LEU), soldi per flat tax verranno tolti a scuola e sanità

Speranza (LEU), soldi per flat tax verranno tolti a scuola e sanità

Resta da vedere, e qui i dubbi sono legittimi, se questo impianto di tipo reaganiano, che l'attuale amministrazione americana ha fatto suo senza indugi introducendo un poderosa taglio delle imposte per imprese e famiglie, da noi sarà in grado di funzionare.

La riforma sulla contribuzione economica che la Lega vuole portare avanti, la flat-tax, è in sostanza l'applicazione di un'aliquota fissa sulla tassazione sia familiare che d'impresa.

Una buona parte del discorso sarà dedicata all'Europa, al fatto che abbiamo il diritto di chiedere delle riforme, visto che abbiamo contribuito a fondarla.

Di sicuro ci saranno altri temi discussi in queste settimane, contenuti nel contratto di governo e anticipati ieri da Palazzo Chigi: il superamento del regolamento di Dublino, che riguarda i rifugiati e che in realtà è già in fase di revisione da tempo e sarà oggetto del prossimo Consiglio europeo; ci sarà un focus su semplificazione amministrativa e deburocratizzazione, un passaggio sugli appalti, sulla necessità di farli ripartire, nel segno della legalità e delle regole (il codice introdotto di recente dal precedente governo ha introdotto maggiori controlli, alzato l'asticella della legalità ma anche contribuito a bloccare in modo ulteriore un settore che è depresso economicamente da molti anni). Se dovessero scattare le clausole di salvaguardia, a partire dal primo gennaio 2019, l'aliquota ordinaria passerebbe dal 22 al 24,2% mentre quella ridotta salirebbe dal 10 all'11,5%.

A sollevare il problema e criticare i proclami della Lega è stato il deputato PD Luigi Marattin, il quale ha tuonato: "È inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile". Una "flat tax", invece, per definizione dovrebbe avere un'aliquota soltanto.

In rapporto ai guadagni dichiarati, i risparmi promessi dalla Dual tax si fanno più rilevanti nella fascia fra i 60mila e gli 80mila euro, si riducono un po' intorno ai 100mila euro e risalgono sopra, dove però i contribuenti interessati diventano rari.

Insomma se si ragiona in termini di nucleo fa miliare anziché di reddito singolo la progressività del prelievo fiscale va ancora più a farsi benedire, tanto più se la famiglia è numerosa. Metà degli italiani, infatti, dichiara di guadagnare meno di 16 mila euro l'anno: dall'attuale sistema non otterrà nessun vantaggio o quasi. In pratica, una famiglia che sommando il reddito di marito e moglie superasse di poco gli 80 mila euro, pagherebbe circa 16 mila euro (le aliquote, in questo caso il 20 per cento, sembra che si applicheranno a tutto il reddito e non più per scaglioni). Con un reddito di 200mila euro, il risparmio è del 50% delle tasse.