Scoperta proteina che allunga la vita: così si rallenta l'invecchiamento

In questo modo, gli scienziati hanno capito che questa proteina sia in grado di allungare la vita del più dell'11 per cento: nel momento in cui si rallenta l'invecchiamento, si ritarderebbe anche lo sviluppo di tutte le malattie a esso collegate. Insomma, un vero e proprio elisir di lunga vita che contrasta il naturale declino dell'organismo che per natura sopraggiunge anno dopo anno.

Gli studi hanno riportato che il processo di invecchiamento è accompagnato da numerosi segni distintivi, tra questi vi sono: instabilità del genoma, cambiamenti epigenetici, telomeri accorciati, perdita di proteostasi, riduzione delle riserve di cellule staminali e diminuzione della funzione mitocondriale. Secondo uno studio condotto ad Harvard, livelli più alti di omega 3 nel sangue sono associati ad un minor rischio di morte prematura negli anziani, dunque alla longevità.

Un ruolo centrale, come sempre, ce l'ha sempre un'alimentazione sana ed equilibrata. Più le cellule si "ripuliscono" più la vita sembra durare di più e la salute tende raggiungere un miglioramento. La proteina in questione è stata chiamata Beclin-1 e non risulta completamente nuova agli scienziati visto che era già stata individuata nel corso di un precedente studio sull'Alzheimer (malattia degenerativa nella quale la proteina Beclin-1 potrebbe appunto rivelarsi fondamentale). Delle risposte importanti però ce le stanno dando degli studi interessanti che sono stati fatti sul Dna da dove potrebbero essere prese delle proteine in grado di fare miracoli.

La proteina beclin-1 è responsabile dell'autofagia, il meccanismo cellulare che permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari danneggiati, un processo chiamato autofagia e premiato nel 2016 con il Nobel per la Medicina.

Nel frattempo, si spera, in una sua possibile applicazione per combattere l'invecchiamento precoce e le malattie che questo implica.