Sanzioni POS obbligatorio: no del Consiglio di Stato al decreto del MISE

Sanzioni POS obbligatorio: no del Consiglio di Stato al decreto del MISE

Il Consiglio di Stato, dunque, nel suo parere, chiesto dal Ministero dello sviluppo economico ha bocciato lo schema di decreto del Mise, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in cui sono previste sanzioni amministrative pecuniarie fino a 30 euro per i commercianti e professionisti che non accetta pagamenti con carte di credito, di debito e prepagate.

Secondo il Consiglio infatti rinviare il decreto ministeriale all'articolo del Codice penale che prevede una multa di 30 euro supera le riserve di legge e determina una sanzione senza fondamento nelle previsioni della legge stessa.

A differenza del pagamento in contanti infatti quello elettronico è sempre tracciabile: ma la questione non è così semplice.

A questo punto tutto passa nelle mani del nuovo Esecutivo, che dovrà decidere se e come intervenire. 693 c.p. "configura una violazione insuperabile del principio della riserva di legge, oltre che del divieto di applicazione dell'analogia ai fini dell'individuazione della sanzione".

L'obbligo esiste ed è stato introdotto con il decreto Crescita del 2012 e successivamente integrato dalla Legge di Stabilità 2016; tuttavia, ad oggi, non sono previste sanzioni in caso di rifiuto di pagamenti con carta o bancomat ed è questo uno dei motivi per i quali molti commercianti, così molti professionisti tra cui avvocati o commercialisti, non si sono ancora dotati di POS o preferiscono tenerlo ben custodito nel proprio cassetto.

Secondo Banca d'Italia, pur avendo circa 2,5 milioni di apparecchi installati - più di Regno Unito (2,1 milioni), Spagna (1,5 milioni), Francia (1,5 milioni) e Germania (1,1 milioni) - in Italia vengono effettuate solo 1.373 operazioni all'anno. Addirittura rispetto all'Olanda (13.993) le "strisciate" di carte e bancomat nel nostro Paese sono un decimo. Anzi. La Sezione, presieduta da Claudio Zucchelli, fornisce anche la soluzione al legislatore nell'individuare la norma giusta nell'ordinamento giuridico a cui far riferimento per applicare le multe a chi non accetta i pagamenti digitali attraverso il Pos.

"L'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico", spiega nel parere il Consiglio di Stato.

Il problema scaturisce dal fatto che nella norma originaria era previsto l'obbligo di accettare pagamenti con carte di credito e di debito ma non erano previste sanzioni. E il richiamo all'articolo 693 è "non condivisibile sul versante strettamente giuridico". 23 della Costituzione secondo il quale nessuna sanzione "può essere imposta se non in base alla legge".

"Tali finalità impongono comunque la individuazione di una sanzione quale conseguenza di inadempimento di un obbligo legittimamente imposto ai soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, obbligo, che, si ripete per chiarezza, ha attinenza alla regolazione del mercato e non della moneta".