Salvini: smonteremo la Fornero Meno tasse a chi guadagna di più

Salvini: smonteremo la Fornero Meno tasse a chi guadagna di più

A parte l'ingente copertura finanziaria tutta da trovare, sono due i nodi che il governo dovrà affrontare nel mettere a punto la cosiddetta flat tax sull'Irpef, che in realtà è un sistema basato su due aliquote (15 e 20 per cento). Queste le parole di Alberto Bagnai, senatore della Lega, intervenuto, secondo quanto riporta una nota del programma, ad Agorà su RaiTre. Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la Flat tax sui redditi di impresa a partire dall'anno prossimo - dice Bagnani -.

Secondo l'opinione di Roberto Speranza, noto esponente di Liberi e Uguali, i soldi necessari a coprire il provvedimento principe del governo giallo verde e voluto dalla Lega di Matteo Salvini (flat tax) saranno prelevati direttamente dai comparti pubblici della scuola e della sanità. Invece una quota di contribuenti a reddito medio-basso che oggi versa già meno del 15 per cento magari grazie a detrazioni e deduzioni potrebbe rischiare addirittura un aggravio pur tenendo conto della deduzione-base di 3 mila euro per ogni componente del nucleo familiare pensata per assicurare la progressività. "Per Salvini è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse".

Flat tax in due tempi: prima per le imprese, dal 2019; poi dal 2020 anche per le famiglie.

Inizialmente saranno favorite le famiglie con molti figli?

(Teleborsa) - Matteo Salvini, neo Ministro dell'Interno, difende la flat tax, "perchè?"

Intanto, mentre Rai3 salutava Bagnai, le dichiarazioni del leghista innescavano una vera e propria bufera politica. E Luigi Marattin, esponente del Partito Democratico, replica: "E' inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile". Infine, ha aggiunto che il bello è che si smonterà l'inciucio tra democristiani e socialisti e torneremo ad un'Europa divisa tra chi ascolta i popoli e chi ascolta i mercati. Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle societa' di capitali. Il fatto che ieri, al Senato per la fiducia, il presidente delConsiglio Giuseppe Conte non abbia citato la revisione dellacontestata legge sulle pensioni è dovuto al fatto che "c'è uncontratto di governo di 40 pagine" e se Conte lo avesse letto tutto " sarebbe ancora in Senato adesso". "Noi lavoriamo per mantenere fede agli obiettivi che ci siamo posti".