Riforma pensioni/ Quota 100 e la preoccupazione di Rampi (ultime notizie)

Riforma pensioni/ Quota 100 e la preoccupazione di Rampi (ultime notizie)

Il decreto che lo stabilisce è il dm 15 maggio del ministero del lavoro, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, - un atto non d'iniziativa del nuovo governo, ma dovuto in base a una riforma del 2009 - che fissa i coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi dal 2019 al 2021 (i coefficienti che applicati al totale dei contributi versati durante la vita lavorativa, determinano l'importo annuo di pensione cui ha diritto il lavoratore).

"Misure di questo tipo - avverte Centrella - potrebbero rivelarsi non sufficienti per un reale superamento della riforma Fornero, ma rappresenterebbero solo delle modifiche alla stessa legge". Si tratta, in particolare, di alcune categorie di donne, lavoratori con lunghi periodi di disoccupazione e cassa integrazione. È la situazione, ad esempio, di chi ha lavorato tramite contratti part time, con i quali non avviene il riconoscimento pieno dell'annualità.

Anche se Forza Italia ha votato no alla fiducia - collocandosi quindi all'opposizione - non è escluso che in futuro i parlamentari forzisti possano votare in favore di alcuni provvedimenti proposti dal Governo Conte. Pensiamo a una quota 100 con 64 anni almeno di età e l'utilizzo al massimo di due anni di contributi figurativi.

In attesa che il Governo scelga quale forma di flessibilità mettere in campo PensioniOggi mostra gli effetti controversi di una possibile abolizione dell'ape sociale per le categorie più disagiate.

Al momento le indiscrezioni circolate dal fronte Lega ipotizzano l'introduzione della quota 100 tra eta' e contributi con un'età minima di 64 anni e la possibilità di andare in pensione a qualsiasi età avendo 41 anni e mezzo di contributi, requisiti però che dovranno tenere conto di altri paletti, soprattutto sul fronte dei contributi figurativi. Nel caso di quota 100, a sollevare perplessità preliminari sono anche coloro che sono prossimi alla maturazione dei requisiti per accedere alla pensione anticipata ordinaria, chi teme di subire penalizzazioni economiche nel calcolo della pensione ovvero di percepire un assegno più basso, chi non sa se con le novità prospettate saranno annullate le agevolazioni sulle pensioni, come quella di anzianità con le quote riservata agli addetti ai lavori usuranti.

Insomma, dai dati del quotidiano economico si evince che i pensionati italiani sono sempre più poveri e il loro assegno è alleggerito anche dalla scelta di andare in pensione in anticipo.

Dal punto di vista numerico è facile capire che la pensione anticipata quota 100 sembra più vantaggiosa della pensione anticipata ordinaria.

Tanto è vero che il presidente del Consiglio Conte nel tracciare i punti qualificanti del programma del contratto di governo ha ribadito la volontà di combattere i privilegi previdenziali e di fatto reintrodurre la pensione di anzianità eliminata dalla legge Fornero, ma si è guardato bene dal parlare di ricalcolo contributivo. Anche gli studi più recenti hanno confermato che il "lavoro educativo" è un "ambito professionale particolarmente esposto a condizioni stressogene", in particolare tra i più docenti più giovani e caratterialmente fragili o emotivi. Nel frattempo, però, anche il prossimo anno chi andrà in pensione si ritroverà accreditato circa l'1% in meno rispetto a chi ha scelto di andare in pensione già quest'anno. Con il cumulo oggi si può sommare la contribuzione sia ai fini dei 43 anni e 3 mesi di contributi (42 anni e 3 mesi per le donne e 41 anni e 5 mesi per i precoci). L'introduzione di una nuova pensione anticipata non potrebbe dunque comportare l'abrogazione di tutti i trattamenti, che anticipano l'uscita dal lavoro, diversi dalla pensione anticipata o di vecchiaia ordinarie.