Riforma delle pensioni, cosa sono "quota 100" e "quota 41"

Non è chiaro inoltre se per finanziare la riforma verrà abolita l'Ape Sociale, ovvero la possibilità per determinate categorie di lavoratori (tra cui i disoccupati e chi svolge attività usuranti) di andare in pensione a 63 anni di età.

Matteo Salvini non ha apprezzato il discorso con cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto la fiducia per il suo governo al Senato della Repubblica.

"Dobbiamo superare la legge Fornero con la "quota 100", ha detto il neo ministro di Lavoro e Sviluppo Luigi Di Maio parlando di pensioni in una lunga diretta facebook dal Mise.

Pensioni e reddito di cittadinanza, ne ha parlato oggi il premier al Senato.

In entrambi i casi il taglio degli anni lavorativi necessari ad andare in pensione corrisponde ad un taglio economico: nel caso della pensione usufruita grazie al raggiungimento della quota 100 si avrebbe un taglio dell'assegno di liquidazione (o Tfr), mentre nel caso dell'opzione donna si dovrebbe rinunciare ad un 25-35% di quota previdenziale, poiché verrebbero calcolati solo gli anni di contributi maturati. Chi ha versato almeno 41 anni e 6 mesi di contributi potrà invece andare in pensione a prescindere dall'età anagrafica. Per quanto riguarda l'opzione donna, si tratta di un regime sperimentale utilizzato nel 2017 e non confermato per quest'anno. In ballo c'è il taglio delle così dette pensioni d'oro, un provvedimento che rischia di trasformarsi in un autogol per il nuovo esecutivo. "La ripetuta critica all'Istat, come istituto che fornirebbe i dati erronei all'Europa è priva di senso e sembra ignorare che le statistiche sulla protezione sociale e sul sistema pensionistico sono definita in base ad una metodologia precisa, pubblicata e a disposizione di tutti, e sono fatte, quando sono utilizzate per confronti in sede Ue, con una metodologia molto precisa comune concordata con tutti i paesi con la supervisione di Eurostat".

Sui costi della riforma pensionistica lanciata da 5 Stelle e Lega è intervenuto nelle scorse settimane il presidente dell'Inps Tito Boeri.

Orfini, aiuta ricchi, Salvini finalmente dice verità - "Salvini: 'E' giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse'. Non bastano i titoli, vorremmo capire cosa c'è dietro a queste affermazioni, che idea c'è delle diseguaglianze che si sono determinate, come si interviene, soprattutto se l'attenzione è posta sulla condizione dei giovani, perché i più discriminati sia dal Jobs Act sia dal sistema previdenziale sono esattamente loro". "L'importante è che ci guadagnino tutti - ha aggiunto - se uno fattura di più, risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più, e crea lavoro in più. Ma l'assoluta intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere".